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(foto dal web)

La dottoressa Daniela Lucini, responsabile di Medicina dell’Esercizio presso l’istituto Humanitas, ha parlato dell’importanza per il nostro organismo di non condurre una vita sedentaria e di quanti passi al giorno sarebbero necessari per migliorare la salute.

La redazione di Humanitas Salute, facente parte del gruppo ospedaliero Humanitas, ha riportato le parole della dottoressa Daniela Lucini, responsabile di Medicina dell’Esercizio proprio all’interno dell’istituto:  l’esperta ha parlato dell’importanza per il nostro organismo di non condurre una vita sedentaria e di quanti passi al giorno sarebbero necessari per sradicarla dalle nostre abitudini. Sfatato il mito dei 10mila passi giornalieri, o quasi, la dottoressa si è concentrata su altri fondamentali aspetti: quale sia il momento della giornata migliore per camminare, quali le scarpe da indossare onde evitare ripercussioni sugli arti inferiori e la colonna vertebrale, ma soprattutto fornendo utili consigli sullo svolgimento di piccole azioni quotidiane il cui compimento potrebbe portare inestimabile giovamento all’organismo.

Bastano tremila passi per sfuggire alla sedentarietà e migliorare la salute purché a maggior velocità

Per poter condurre uno stile di vita sano, riporta il portale di Huamanitas Salute, sarebbero numerosi gli elementi da dover considerare: in primo luogo una regolare attività fisica che allontani la sedentarietà. Muoversi, infatti, sarebbe l’unico modo per evitare un drastico appiattimento della quotidianità. Ma quanti passi bisogna percorrere al giorno? È possibile farne meno di 10mila? Per rispondere a tali quesiti è intervenuta la dottoressa Daniela Lucini, responsabile di Medicina dell’Esercizio proprio nella struttura Humanitas.

L’esperta avrebbe riferito che: “Le linee guida internazionali parlano di minimo 30 minuti di attività fisica aerobica moderata. Una delle attività consigliate, perché pratica, economica e alla portata di tutti, è la camminata. Camminare è inoltre uno strumento utilissimo di prevenzione cardiovascolare e oncologica, per esempio”. Per quanto riguarda il tanto noto numero di passi da percorrere la dottoressa Lucini avrebbe precisato: “Abbiamo sentito spesso parlare dei 10 mila passi al giorno: questa indicazione è valida come obiettivo iniziale, per combattere la sedentarietà, magari in soggetti completamente inattivi o in pazienti anziani. È meglio, infatti, fare poco rispetto a stare fermi. Se sembra difficile raggiungere la soglia dei 10mila passi possiamo suggerire un obiettivo altrettanto ottimale: 3 mila passi al giorno ma a maggior velocità. Il consiglio –prosegue la dottoressa- è dunque quello di camminare mezz’ora al giorno a un’intensità moderata, che mi porta a fare 100 passi in un minuto in maniera continuativa per almeno 30 minuti, facendo così lavorare il cuore a una frequenza cardiaca più alta”. L’esperta avrebbe poi concluso dicendo: “Si può anche iniziare partendo con 10 minuti a passo svelto e poi gradualmente aumentare fino a raggiungere la mezz’ora. Se non si riescono a fare 30 minuti a intensità moderata, si può camminare per periodi più brevi, purché non inferiori ai 10 minuti a questa intensità.

In ordine a quale sarebbe il momento migliore della giornata per camminare l’esperta ha suggerito il mattino: “Laddove possibile, l’ideale sarebbe camminare al mattino e iniziare così la giornata. Non per tutti questo è però il momento più appropriato, si può allora – riporta Humanitas- sfruttare la pausa pranzo, dopo aver mangiato qualcosa di leggero. Molti riescono a ritagliarsi un momento solo dopo il lavoro, con il beneficio di rilassarsi e staccare la mente dai pensieri della giornata”. Ma camminare andrebbe fatto con criterio, utilizzando le scarpe giuste: “Attenzione alle scarpe: è bene che siano morbide, con un leggero rialzo al tallone e che non siano traumatiche per ginocchia, piedi e colonna vertebrale”. Ovviamente l’esperta tiene a precisare che l’attività fisica da sola non basta, ma che va inserita in un progetto di vita sana più complesso, portato avanti da piccoli e semplici gesti quotidiani: “Un’attività fisica strutturata deve essere poi inserita in uno stile di vita sano, che contrasti il più possibile la sedentarietà. Cerchiamo di adottare piccole accortezze quotidiane, ma che sono importanti e di grande aiuto: prendiamo le scale anziché l’ascensore, parcheggiamo un po’ più lontano rispetto alla destinazione così da fare un tratto a piedi, scendiamo una fermata prima dall’autobus e camminiamo qualche minuto, usciamo a piedi o in bicicletta per le commissioni che non richiedono effettivamente l’auto, alziamoci di tanto in tanto in ufficio per fare due passi, anche solo quando parliamo al cellulare. Tutte attenzioni – conclude la professoressa Lucini- che non sono l’obiettivo principale, ma aiutano a contrastare la sedentarietà.

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