Marc Marquez può davvero diventare il più grande pilota di tutti i tempi?

Marc Marquez festeggia l'ottavo campionato del mondo a Buriram, in Thailandia (Foto Gold & Goose/Red Bull)
Marc Marquez festeggia l’ottavo campionato del mondo a Buriram, in Thailandia (Foto Gold & Goose/Red Bull)

MotoGP | Marc Marquez può davvero diventare il più grande pilota di tutti i tempi?

Sul fatto che Marc Marquez sia il pilota più forte della sua epoca ci sono pochi dubbi. Basta snocciolare le statistiche: ha vinto gli ultimi quattro campionati mondiali consecutivi di MotoGP e sei degli ultimi sette; contando anche quelli in classe 125 e in Moto2 ha vinto otto titoli in dodici stagioni, come a dire che solo quattro volte in tutta la sua carriera (contando anche i primi due anni di debutto assoluto, quando aveva appena 15 anni) non è salito sul tetto del mondo.

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Come se tutto ciò non fosse ancora sufficiente, i dati di questo 2019 che si avvia alla conclusione sono stati ancora più incredibili che mai: nove vittorie, quattordici podi e nove pole position in quindici gare. Se non fosse stato per la caduta di Austin, unica macchia in una cavalcata impeccabile, il Cabroncito sarebbe sempre salito sui primi due gradini del podio. Impressionante a dir poco.

La corsa di Marquez per la supremazia storica

Ma la vera domanda che affascina tutti gli appassionati, suoi tifosi o no, è un’altra, dalle implicazioni ben più ampie: Marc Marquez può diventare anche il pilota più forte di tutti i tempi? Al netto delle ovvie difficoltà che si presentano sempre davanti a chiunque azzardi confronti tra epoche diverse, c’è da dire che i numeri sono anche in questo caso dalla parte del fuoriclasse di Cervera. A soli ventisei anni ha già conquistato otto titoli: ciò significa che se la sua vita sportiva si rivelasse così longeva come quella del suo grande rivale Valentino Rossi e dunque continuasse a correre fino agli “anta”, Marquez avrebbe altri quattordici anni di tempo per vincere almeno altri sette iridi. Così facendo appaierebbe il mitico Giacomo Agostini in cima alla classifica del maggior numero di campionati del mondo vinti di sempre.

Un’impresa possibile? Certamente. Ci riuscirà davvero? Questo è tutto da vedere. Su questo punto, in effetti, il suo stesso entourage si mostra diviso. Papà Julià Marquez ci crede: “Difficile, ma possibile, perché Marc è molto giovane”, ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport. Il diretto interessato, invece, è molto più cauto, forse scaramantico: “Non penso, la vedo dura”. Pur essendo ancora giovanissimo, il catalano sa bene che nessun ciclo vincente, nemmeno i più lunghi, è destinato a durare in eterno: e la storia insegna che, prima o poi, arriva sempre un avversario inatteso che interrompe la striscia positiva. Sarà Fabio Quartararo? Chi può dirlo.

Eppure le leggende dello sport non sono fatte solo di fredde cifre, ma anche di coraggio, audacia, capacità di rischiare, voglia di affrontare sfide sempre più grandi. Per questo motivo, se vuole davvero essere ammesso nel ristretto club dei campionissimi di tutti i tempi, forse Marc Marquez dovrebbe iniziare a valutare l’idea di abbandonare la sua amata Honda e cercare fortuna in un altro team. Lasciare la sua zona di comodità per avventurarsi verso lidi sconosciuti e inesplorati, assumendosi un rischio più grande. In Ducati, ad esempio, lo aspettano a braccia aperte, e con i cordoni della borsa altrettanto spalancati. Se l’iberico decidesse di azzardare, di cambiare moto e di tornare comunque alla vittoria, allora sì che toglierebbe di mezzo anche l’ultimo residuo dubbio sulla sua assoluta grandezza. Del resto, nel passato ci sono riusciti soltanto fenomeni del calibro di Geoff Duke, Eddie Lawson, Casey Stoner. E poi Valentino Rossi e Giacomo Agostini. Appunto.

Fabrizio Corgnati