Fabio Quartararo sale in sella alla sua Yamaha satellite del team Petronas al Gran Premio di Thailandia 2019 di MotoGP a Buriram (Foto Yamaha Racing)
Fabio Quartararo sale in sella alla sua Yamaha satellite del team Petronas al Gran Premio di Thailandia 2019 di MotoGP a Buriram (Foto Yamaha Racing)

MotoGP | Fabio Quartararo ora ha un’arma in più: un motore Yamaha più spinto

Se pensavate che Fabio Quartararo andasse già fortissimo, aspettate di vederlo ora. Il Diablo potrebbe fare un salto di qualità a partire da questo Gran Premio della Thailandia di MotoGP: secondo le voci circolate nel paddock di Buriram tra i soliti ben informati, infatti, la sua Yamaha satellite del team Petronas ora disporrebbe di un motore con 500 giri in più.

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Il motivo è da ricercarsi nella strategia adottata dalla squadra per garantire l’affidabilità dei suoi propulsori. Al debuttante francese, fin dall’inizio dell’anno, è stata garantita la stessa M1 in versione 2019 affidata ai due piloti del team ufficiale, Maverick Vinales e Valentino Rossi. Ma con una differenza: soli cinque motori per l’intera stagione, a fronte dei sette consentiti dal regolamento.

Per questo motivo, la Petronas avrebbe deciso di depotenziare il loro regime di rotazione, facendolo scendere originariamente di 500 giri/minuto, proprio per consentire di farli durare di più. L’obiettivo sarebbe stato centrato, visto che, ora che alla conclusione del campionato mancano solo più cinque Gran Premi, Quartararo ha consumato solo quattro delle cinque unità a sua disposizione. Come a dire che da qui al termine del calendario ne potrà montare ancora una nuova: esattamente lo stesso numero di Vinales, Rossi e del suo compagno di squadra Franco Morbidelli, che ne hanno tutti utilizzate sei su sette.

Giri motore sbloccati dalla Yamaha

Dunque, venendo meno gli originali timori sulla tenuta, il suo team avrebbe dato il via libera a far girare anche i suoi motori al massimo regime consentito, dunque 500 giri in più rispetto a quelli su cui poteva contare fino alla scorsa gara. La conferma ufficiale è arrivata dal team manager Wilco Zeelenberg ai microfoni di Dorna: “Abbiamo lo stesso pacchetto di prima, ma ora che stiamo per affrontare le ultime gare della stagione sappiamo esattamente quanti chilometri possa fare questo motore”, ha spiegato. “Perciò la Yamaha ci ha permesso qualche giro in più, e questo ci consente di giocare un po’ di più, ad esempio con le scalate di marcia in ingresso curva”.

Il risultato si è visto subito, dato che già nelle prove di ieri Quartararo ha raggiunto una velocità massima in fondo al rettilineo di 324,3 km/h, perfettamente in linea con quella delle altre M1 (seppure inferiore a quelle di Ducati e Honda). E se già con la vecchia configurazione il transalpino ha portato a casa quattro podi e tre pole position (oggi è arrivata la quarta), chissà cosa potrà fare adesso.