Valentino Rossi in sella alla Yamaha nelle prove libere del Gran Premio di Thailandia di MotoGP a Buriram (Foto Lillian Suwantumpha/Afp/Getty Images)
Valentino Rossi in sella alla Yamaha nelle prove libere del Gran Premio di Thailandia di MotoGP a Buriram (Foto Lillian Suwantumpha/Afp/Getty Images)

MotoGP | La Yamaha va forte, ma Valentino Rossi ha un timore anche in Thailandia

Fabio Quartararo, Maverick Vinales, Franco Morbidelli: la Yamaha chiude con una tripletta la prima giornata di prove libere del Gran Premio di Thailandia. Un risultato, spiegano i piloti, favorito dalla configurazione tecnica del circuito di Buriram. È vero, infatti che anche su questa pista c’è un lungo rettilineo, dove la M1 paga in velocità massima (ben sei i chilometri all’ora in meno rispetto alla Ducati di Jack Miller), ma il fatto che arrivi subito dopo la velocissima curva 1 aiuta a ridurre le difficoltà in accelerazione.

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“Non dobbiamo ripartire da zero, ma abbiamo già velocità e trazione”, spiega Vinales, leader nella sessione del mattino e poi secondo in quella pomeridiana. “Quindi in quel punto recuperiamo un po’, per poi perdere in quarta, quinta e sesta marcia. Il risultato è che paghiamo di meno rispetto ad Aragon, dove la velocità di punta era un fattore critico per noi perché bisognava riaccelerare da fermi”.

In compenso, se le Yamaha riescono a superare indenni il primo intermedio, poi è nel secondo e nel terzo settore che sono in grado di fare davvero la differenza: “Oggi sia la moto che il team hanno lavorato bene”, ha ammesso lo spagnolo. “Di sicuro possiamo migliorare ancora, ma per essere venerdì sono piuttosto felice e soddisfatto. Ho provato le gomme, il passo gara e anche i nuovi pezzi (il doppio scarico, il forcellone in carbonio e la copertura della ruota anteriore già usate da Valentino Rossi, ndr). Avevo bisogno di qualche giro in più per comprendere il loro potenziale, ora valuterò i dati e vedremo domani quali usare”.

Valentino Rossi teme l’usura della gomma posteriore

Quanto a Valentino Rossi, la sua giornata si è conclusa con un quinto tempo assoluto che lo lascia ottimista in vista delle qualifiche: “Sembra che tutte le Yamaha siano competitive, forse le moto più veloci di tutti, specialmente sul giro secco con la gomma morbida”, analizza il Dottore. “Come l’anno scorso le sensazioni su questa pista sono positive, perché gli pneumatici funzionano e si riesce a guidare bene la moto”.

Il problema di fondo che preoccupa il fenomeno di Tavullia resta però sempre lo stesso: l’usura eccessiva del posteriore che pregiudica la sua tenuta sulla lunghezza di gara. “Dobbiamo trovare la mescola giusta”, spiega Valentino Rossi, “per rimanere costanti per tutta la corsa, perché farà molto caldo e sarà molto dura. Sembra che per i nostri concorrenti il degrado sia un po’ inferiore e questo potrebbe fare la differenza sul finale”.