Reni: sintomi sottovalutati che suggeriscono un malfunzionamento

Medico
(foto dal web)

I reni svolgono un ruolo importante all’interno del nostro organismo: effettuare regolari controlli e prevenire eventuali insorgenze di patologie risulta determinante per non incorrere in complicazioni potenzialmente letali.

I reni sono organi che svolgono preminentemente una funzione depurativa e vengono definiti come filtri naturali del nostro organismo: effettuare regolari controlli e non sottovalutare anche piccoli sintomi che ne suggeriscano il malfunzionamento è fondamentale.

Reni: i sintomi che non vanno sottovalutati

La funzione dei reni non si risolve soltanto in una mera attività depurativa e di rimozione dei “rifiuti” prodotti dal nostro organismo. Questi organi, infatti, attraverso il controllo della vitamina D aiutano anche il controllo delle ossa, salvaguardano il corpo dall’anemia producendo eritropoietina e favoriscono il controllo della pressione. I reni, tuttavia, diversamente da quanto accade per altri organi, qualora dovessero iniziare a sviluppare malfunzionamenti non lanciano forti segnali e spesso una loro inefficienza non è facilmente identificabile. Alcuni dei sintomi più comuni, definibili come campanelli d’allarme, sono la persistente stanchezza o anche gonfiori evidenti alle caviglie ed agli occhi. A lanciare l’allarme e ad attivare una campagna di informazione è intervenuta la Società Italiana di Nefrologia.

Secondo Giuliano Brunori, presidente della società Italiana di Nefrologia, riporta il sito DiLei, un giusto stile di vita, combinato con una corretta alimentazione ridurrebbe drasticamente la possibilità di insorgenza di patologie ai reni. Per il professore, determinante, sarebbe una equilibrata ingestione di sale di cui molto spesso, soprattutto nella dieta mediterranea si fa un enorme abuso. Per tenere sotto controllo questi delicati organi risulterebbe bastevole effettuare semplici analisi periodiche delle urine o del sangue, tramite le quali ottenere un riscontro. “L’approccio più corretto per cercare di contrastare la malattia renale cronica – avrebbe detto Giuliano Brunori, stando a quanto riportato da DiLeiè quello non di ‘attendere’ i pazienti in ospedale ma di andarli a ‘cercare’ nella popolazione, e soprattutto nei soggetti a rischio“. Il professore avrebbe proseguito affermando: “In quest’ottica un aiuto determinante può arrivare dal fatto che i test per la diagnosi della patologia sono ampiamente disponibili, facili ed economici e che – riporta DiLeiè noto l’identikit dei soggetti a rischio di insufficienza renale cronica: sono i diabetici, gli ipertesi, gli obesi, le persone con dislipidemie ed in generale gli over 65. Tutti soggetti che dovrebbero controllare la funzione renale almeno una volta all’anno“.

Malattie renali, a rischio soprattutto le donne: problemi durante la gravidanza

La possibilità di sviluppare una malattia renale, secondo recenti studi sarebbe molto più elevata nei soggetti di sesso femminile che in quello maschile con una prevalenza media del 14 per cento per le donne e 12 per cento per gli uomini riporta DiLei. Alcune patologie come la nefropatia lupica e le infezioni renali (pielonefrite acuta o pielonefrite cronica) affliggono, infatti, particolarmente le donne. La nefropatia lupica sarebbe provocata da una malattia autoimmune a causa della quale l’organismo attacca sé stesso coinvolgendo in questa lotta interna anche gli organi, tra cui i reni. La pielonefrite è, invece, un’infezione. In entrambi i casi la diagnosi e la cura devono essere tempestive, il rischio è quello di trasformare una malattia curabile in una letale. Le malattie renali, inoltre, possono incidere anche sulla fertilità: le donne che ne soffrono, riporta DiLei, hanno più probabilità di registrare problemi in gravidanza. Importante sapere che il concepimento, a proposito delle malattie renali connesse alla gravidanza, delle donne sottoposte a dialisi è possibile, soprattutto nelle pazienti sottoposte a tale terapia con frequenza. Tramite la dialisi, infatti, si agisce massivamente sulla funzione dei reni, riequilibrandone le funzionalità. Le donne che hanno subito un trapianto, pur avendo più probabilità di non sviluppare problemi durante la gravidanza, dovrebbero considerate le complicazioni renali che le hanno investite, prima di progettare un concepimento valutare un piano con il proprio ginecologo ed il proprio nefrologo.

Se esistono patologie preesistenti ad una gravidanza ve ne sono altre che si sviluppano quando invece una donna resta incinta: questo è il caso della preclampsia. Tale patologia consiste, riporta DiLei, in un difetto dell’impianto della placenta che causa ipertensione, proteinuria, e danni renali. La preclampsia è una malattia renale molto aggressiva e secondo le statistiche rappresenterebbe una delle tre cause principali di decesso in gravidanza.

Il presente articolo non ha carattere medico, ma ha uno scopo esclusivamente narrativo. Per tale ragione vi consigliamo di rivolgervi ad un medico qualora doveste riscontrare l’insorgenza di qualsiasi problematica legata all’argomento in questione.

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