Marc Marquez, la grande paura: “Dopo la caduta non riuscivo a respirare”

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Marc Marquez ai box della Honda durante le prove libere del Gran Premio di Thailandia 2019 di MotoGP a Buriram (Foto Honda)
Marc Marquez ai box della Honda durante le prove libere del Gran Premio di Thailandia 2019 di MotoGP a Buriram (Foto Honda)

MotoGP | Marc Marquez, la grande paura: “Dopo la caduta non riuscivo a respirare”

Stavolta non è stata una caduta come le altre: Marc Marquez ha vissuto momenti di autentica paura dopo il volo dalla sua Honda e il violento impatto con l’asfalto avvenuto nel corso della prima sessione di prove libere del Gran Premio della Thailandia di MotoGP. “Per circa cinque secondi non riuscivo a respirare, questo era il problema principale”, racconta a fine giornata il campione del mondo in carica. “Per quel motivo sono rimasto steso per terra. Sono stati solo cinque secondi, ma per me sono durati come venti, per via della gravità dello schianto”.

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Alle scivolate, infatti, Marquez è ormai abituato, ma questa è stata tutta un’altra storia: è stato letteralmente disarcionato dalla sua moto. “Da tempo non mi capitava un highside, ed è stata una caduta strana ma violenta”, ammette il 26enne catalano. Nella botta, il Cabroncito si è fatto male al collo, alla schiena e alla tibia sinistra, e per questo motivo è stato addirittura ricoverato all’ospedale di Buriram. “Le mie condizioni fisiche sono gradualmente migliorate: al mio arrivo al centro medico stavo già bene”, racconta lui.

“Ma capisco che i dottori cerchino di gestire la situazione nel modo migliore e più sicuro, per cui hanno voluto portarmi in ospedale e fare una risonanza completa per controllare tutto”, ha proseguito Marc. “La cosa più importante è che sto bene, anche se mi fa male dappertutto, soprattutto alla schiena quando respiro”. Eppure, a circa quattro ore dal suo incidente, Marquez è salito regolarmente in sella alla sua Honda nel turno pomeridiano, arrivando addirittura al sesto posto: “Sono riuscito a tornare in moto nella seconda sessione di prove libere. Nei primi giri sentivo qualcosa, ma poi mi sono concentrato e me ne sono scordato”.

Marquez cade ma si rialza subito

La dichiarazione più importante del leader del Motomondiale riguarda però le cause della caduta, riguardo alle quali sono circolate diverse ipotesi fin da subito. Marquez ci tiene a chiarire e ad assumersi tutte le responsabilità: “La prima cosa che ho fatto una volta uscito dall’ospedale”, spiega, “è stato controllare perché fossi caduto. In quel giro ero molto più lento del normale, perché stavo uscendo dal box, ma avevo gomme nuove e ovviamente la pista non era pulitissima. La differenza principale, però, è che normalmente in quel punto non si chiude completamente il gas, ma solo parzialmente. In quel giro, invece, l’ho fatto, è entrato in azione il freno motore e si è bloccato il posteriore. Non si è trattato di un problema meccanico, ma di un mio errore: perché ero lento e perché ho cambiato il comportamento in un momento in cui la gomma non era pronta ed ero in un punto sporco della pista”.

Nemmeno questo momento di grande paura, tuttavia, basta a modificare il consueto approccio al weekend di gara del sette volte iridato: “La mia strategia era la stessa di sempre: mettere gomme nuove alla fine delle prime libere, perché non si sa mai quando pioverà”, ha concluso Marquez. “Ma a parte questo, nel secondo turno abbiamo lavorato per la gara, con le stesse gomme. E il team ha fatto un lavoro eccezionale, perché avevo completamente distrutto la moto e non c’era tempo per preparare la seconda. Quindi ho guidato solo una moto, ma meglio così: dopo cadute del genere, la cosa più importante è la sicurezza”.