Selvaggia Lucarelli contro Barbara D’Urso: “Hai perso!”

Selvaggia Lucarelli
Selvaggia Lucarelli (websource) 

Selvaggia Lucarelli replica con un post su Facebook al veleno alle accuse di Barbara D’Urso, che ha querelato la giornalista

Non corre buon sangue, per usare un eufemismo, tra Selvaggia Lucarelli e Barbara D’Urso. Nel 2014, la Lucarelli commentò in maniera piuttosto caustica la partecipazione della conduttrice partenopea a ‘Le invasioni barbariche’ su La7, scrivendo: “L’applauso del pubblico delle Invasioni alla d’Urso ricordava più o meno quello alla bara di Priebke“. La D’Urso aveva prontamente reagito con una querela ai danni della giornalista, ma, dopo cinque anni, i giudici si sono espressi con un verdetto a lei sfavorevole, dopo che nel processo di primo grado erano state riconosciute le sue ragioni. La notizia della vittoria del processo d’appello da parte della Lucarelli era arrivata già il 4 luglio, adesso sono state rese note anche le motivazioni della sentenza. Che la Lucarelli stessa ha pubblicato sul proprio profilo Facebook, non perdendo occasione per un’ulteriore critica velenosa ai danni della rivale.

“Come saprete la donna che continua a querelarmi da anni senza successo (pensate alle nostre tasse che se ne vanno perché non accetta il dissenso o una battuta), ha perso l’appello e sono stata assolta – si legge – Mi aveva querelata perché nel vederle fare il suo ingresso a ‘Le invasioni barbariche’ anni fa accolta più che tiepidamente dal pubblico, avevo scritto su Twitter ‘L’applauso del pubblico delle Invasioni alla d’Urso ricordava più o meno quello alla bara di Priebke’. Una battuta, fine. E invece no, lesa maestà. Tribunali. Misurazione del tempo degli applausi!!! Col cuore, ovviamente. (lei che nelle interviste dice sempre di non avere nemici, di volare alto, di ignorare le critiche e mandare energia positiva a tutti, come no). Ero stata condannata in primo grado da un giudice che nelle motivazioni diceva che l’avevo offesa su TWISTAGRAM. Ripetuto più volte eh. Lei ovviamente aveva fatto comunicati trionfanti (COMUNICATI!) annunciando che con i soldi che avrei dovuto darle avrebbe fatto donazioni. Si era dimenticata di specificare che io non ero stata condannata a darle nulla sull’unghia, ma c’era un appello, sai com’è. Le motivazioni della sentenza sono divertenti. I giudici dicono che in effetti, vista la sua notorietà, è stata l’ospite meno applaudito della puntata e che la Bignardi, imbarazzata, ha dovuto chiedere un altro applauso. Aggiungendo che non si capisce come ci possa essere un collegamento tra una SOUBRETTE e un personaggio storico, a parte quello evidente della satira. Nel frattempo un’altra sua querela sempre nei miei confronti è stata archiviata. Ah, questa è la sentenza (al post è allegata la foto del dispositivo, ndr), cara Barbara. E purtroppo non è possibile farla passare per una vittoria su Instagram con hashtag trionfanti”.