David Munoz, chi è il nuovo capotecnico di Valentino Rossi

Valentino Rossi nella conferenza stampa alla vigilia del Gran Premio della Thailandia 2019 di MotoGP (Foto MotoGP)
Valentino Rossi nella conferenza stampa alla vigilia del Gran Premio della Thailandia 2019 di MotoGP (Foto MotoGP)

MotoGP | David Munoz, chi è il nuovo capotecnico di Valentino Rossi

Una sfida non da poco, quella che attende David Munoz nel prossimo Motomondiale. A lui, che in MotoGP non ha mai lavorato finora, infatti, verrà richiesto non solo di fare il suo debutto assoluto in top class, partendo subito dalla squadra ufficiale Yamaha, ma addirittura di lavorare con il pilota più leggendario di tutti, Valentino Rossi. Roba da far tremare le vene ai polsi di chiunque, anche di un ingegnere dal carattere freddo e ragionatore come è considerato lo spagnolo.

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Ma se la scelta, operata dal Dottore in persona, è ricaduta proprio su di lui, è perché l’attuale capotecnico di Niccolò Bulega in Moto2, l’anno scorso vincitore del titolo con Pecco Bagnaia, gode di una grande stima per la sua capacità e la sua competenza. Ma soprattutto a far pendere l’ago della bilancia a favore del 41enne, piuttosto che di un suo collega più esperto come ad esempio Ramon Forcada, è stata proprio la sua appartenenza ad una nuova generazione di tecnici, capaci di lavorare a tutto tondo sulla gestione della moto e degli uomini.

L’azzardo di Valentino Rossi

E Munoz, infatti, sarà chiamato a mettere la sua impronta sul metodo di lavoro all’interno del box, che in questa stagione è stato accusato di arrivare costantemente in ritardo sulla messa a punto, abituato com’era a concentrarsi in modo maniacale su ogni singolo dettaglio. Questo, probabilmente, era il più grande limite emerso nel sistema messo in piedi dal fenomeno di Tavullia con Silvano Galbusera, e giustifica pienamente la scelta del cambio: anche se il lombardo non è stato accantonato per questa ragione ma per una sua esplicita richiesta di viaggiare di meno e passare più tempo a fianco della sua famiglia.

Ma l’azzardo di puntare su un volto nuovo come Munoz si spiega proprio con questa precisa volontà, da parte di Valentino Rossi, di operare l’ennesima rivoluzione a livello tecnico. L’esperienza ce la metterà lui, così come la competitività che è convinto ancora di avere. David ci metterà la freschezza, e ancora una volta spingerà il nove volte iridato a rimettersi in discussione, per tornare al livello dei suoi più giovani avversari. Non è stata una scelta facile, ma dimostra la voglia, che resiste in Vale, di provarle tutte pur di tornare a vincere.

Del resto, Rossi non è nuovo agli azzardi (lo fu anche quello di puntare su Galbusera, anch’egli all’epoca vergine di MotoGP in quanto proveniente dalla Superbike, nel 2014 al posto del fido Jeremy Burgess). E, nella sua carriera, ne ha anche vinti tanti.