Valentino Rossi vola fino in Asia per cercare la svolta della sua stagione

Valentino Rossi con la sua Yamaha M1 sulla griglia di partenza (Foto Yamaha)
Valentino Rossi con la sua Yamaha M1 sulla griglia di partenza (Foto Yamaha)

MotoGP | Valentino Rossi vola fino in Asia per cercare la svolta della sua stagione

La fase europea, quella più lunga in assoluto del campionato di MotoGP, si è rivelata anche la più nera per Valentino Rossi. Non solo gli è mancata la vittoria, quella che non riesce a cogliere ormai da quasi due stagioni e mezza (l’ultima risale al ben noto Gran Premio d’Olanda 2017), ma il Dottore è rimasto distante anche dagli altri due gradini del podio.

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Le uniche due occasioni in cui ha colto altrettanti secondi posti in questo 2019 risalgono infatti alle trasferte americane di inizio anno, in Argentina e in Texas. Poi, solo una lunga striscia di piazzamenti, intervallati anche da tre cadute consecutive (in Italia, Catalogna e Olanda). Il suo bilancio, insomma, è più magro che mai: dopo quattordici Gran Premi ha raccolto appena 137 punti, il bottino minore tra tutte le stagioni che ha disputato alla Yamaha. Per vederlo fare peggio bisogna tornare al biennio buio della Ducati: nel 2012 a questo punto del calendario aveva raggiunto solo quota 128.

Non sono paragoni rassicuranti, dunque, come del resto non lo sono nemmeno quelli con i suoi compagni di marca, che ultimamente sono sembrati riuscire ad interpretare meglio la Yamaha M1: il fenomeno di Tavullia ha infatti dieci punti di ritardo da Maverick Vinales in classifica generale e appena quattordici di vantaggio su Fabio Quartararo. Serve insomma una svolta a questo Motomondiale, il più in fretta possibile, per evitare di mandarlo in archivio come uno dei peggiori nella lunga carriera di Valentino Rossi.

Valentino Rossi ha quattro gare per fare risultato

E se il periodo trascorso nel vecchio Continente non gli ha dato l’opportunità di invertire la rotta, forse lo farà la campagna d’Asia. Si inizia questo weekend in Thailandia, per poi trasferirsi in tre fine settimana di fila prima in Giappone, poi in Australia e infine in Malesia. Già la prima tappa di Buriram potrebbe regalare qualche soddisfazione: un anno fa, nell’unica edizione di questa gara disputata finora, centrò il quarto posto, con una moto che non era certamente in crescita tecnica come quella attuale.

C’è bisogno di una rapida iniezione di risultati, sia per ristabilire le gerarchie nella Casa dei Diapason, sia per gettare le basi per una stagione 2020 che si spera più competitiva. Anche perché sarà l’ultima del suo attuale contratto con la Yamaha. E, se gli obiettivi che si è prefissato non saranno raggiunti con continuità, potrebbe rivelarsi anche l’ultima della sua prestigiosa carriera nelle due ruote.