Tumore carni rosse, nel 2015 si parlò di nesso: ora emergono grosse novità

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Tumore carni rosse
Tumore carni rosse – FOTO: © Getty Images

Il rapporto tumore carni rosse venne conclamato in seguito a delle osservazioni risalenti al 2015. Adesso però si aggiungono nuovi ed importanti dati.

Nel 2015 si parò di un nesso tumore carni rosse che riguardava l’eccessivo consumo di tali alimenti. Fu l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) di Lione a mostrare alcuni risultati di osservazioni appositamente condotte. Ora però la rivista specializzata di settore ‘Annals of Internal Medicine’ sembra ridurre il rischio legato a questo aspetto in particolare. Ed afferma come, per restare in salute, non ci sarebbe il bisogno concreto di ridurre il rischio di carne rossa e processata. Ovvero essiccata, affumicata, salata e quant’altro. Anche se è comunque bene usare sempre moderazione. Tanti dati hanno mostrato la correlazione tumore carni rosse, in particolar modo all’apparato digerente. In questo pareva influire anche il tipo di cottura e la conservazione dell’alimento in questione. Ora l’Aiom, Associazione di Oncologia Medica Italiana (Aiom), afferma chiaramente come “quelle informazioni del 2015 fossero modeste, come riconosciuto ai tempi dai ricercatori stessi”.

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Tumore carni rosse, i nuovi risultati

Adesso ulteriori studi ed osservazioni condotte su 54mila persone fanno sapere che il consumo medio di carne rossa nei paesi industrializzati è pari in media a 3-4 volte a settimana. A livello oncologico e cardiometabolico però non ci sarebbe alcun nesso legato al rischio di sovraesporsi a malattie gravi. Anche in questo caso però, chi ha compiuto le osservazioni ha voluto precisare come tante cose andranno comunque approfondite. “I risultati di adesso sono indubbiamente più attendibili rispetto a quelli del 2015, ma occorrono conferme ulteriori”. Ad ogni modo è vero che in media 3 casi su 10 di cancro sono connessi a ciò che mangiamo ed a condizioni quali obesità, sovrappeso e cattive abitudini. Perciò occorrerebbe adottare stili di vita ed abitudini più salutari, sottoporsi a controlli periodici per fare prevenzione, ed in merito alla carne rossa e/o trattata, limitarsi comunque a dose non esagerate per quantità e frequenza, visto che in merito a quest’ultima, nonostante la smentita di quanto osservato 4 anni fa, una risposta certa non c’è ancora.

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