Morte dello chef Andrea Zamperoni: arrivano i risultati dell’autopsia

Andrea Zamperoni chef morto
Lo chef Andrea Zamperoni (foto dal web)

Sono arrivati i risultati dell’autopsia svolta sulla salma di Andrea Zamperoni, lo chef italiano ritrovato morto ad agosto in un cassonetto di un motel a New York, il cui decesso sarebbe avvenuto per un mix di droga e alcol.

Sono arrivati i risultati dell’autopsia effettuata sulla salma di Andrea Zamperoni, lo chef lodigiano ritrovato senza vita lo scorso 21 agosto in un cassonetto di un motel a New York. Secondo l’esame autoptico svolto negli Stati Uniti dal medico legale, lo chef che lavorava presso il ristorante Cipriani Dolci a Manhattan sarebbe morto per un mix di droga e alcol. Per la morte di Zamperoni è attualmente detenuta in carcere una prostituta italocanadese accusata di aver ceduto la sostanza stupefacente causandone il decesso per overdose di altri due uomini oltre allo chef italiano.

Morte dello chef Andrea Zamperoni, l’autopsia: deceduto per un mix di droga e alcol

Un mix di droga e alcol, questa sarebbe la causa della morte dello chef lodigiano Andrea Zamperoni. Il cadavere del 33enne capo chef del ristorante Cipriani Dolci di Manhattan è stato ritrovato a tre giorni di distanza dalla morte lo scorso 21 agosto in un cassonetto nel Queens, un quartiere di New York. Sull’accaduto sono immediatamente scattate le indagini da parte dell’autorità locali che hanno disposto l’autopsia sulla salma, i cui risultati sono stati resi noti nei giorni scorsi. Come riportato dalla redazione de Il Giorno, dalle conclusioni del medico legale che ha svolto l’esame autoptico, è emerso che Zamperoni sarebbe morto a causa di un mix letale di droga e alcol. Nello specifico è emerso che lo chef avrebbe consumato alcol, cocaina e GHB, l’ecstasy liquida conosciuta come “droga dello stupro”. Tale circostanza alimenta i dubbi nei confronti della prostituta 41enne italocanadese Angelina Barini, arrestata due giorni dopo il ritrovamento del corpo di Zamperoni ed accusata, come riporta Il Giorno, di cospirazione per distribuzione, possesso e spaccio di una o più sostanze contenenti il Fentanyl, un oppiode sintetico. La donna è indagata anche per aver causato la morte dello chef italiano ed altri due uomini per overdose ed adesso rischia una pena che va dai 20 anni di reclusione all’ergastolo. Quanto emerso dall’autopsia, dunque, alimenta l’ipotesi investigativa che il 33enne possa essere stato drogato inconsapevolmente con la GHB, probabilmente in forma liquida ed insapore, per poi essere derubato. In merito al decesso dello chef, scrive Il Giorno, è stato aperto un fascicolo conoscitivo anche in Italia dalla Procura della Repubblica di Lodi.

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