Mattia Pasini e Valentino Rossi (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
Mattia Pasini e Valentino Rossi (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)

MotoGP | Mattia Pasini a TMW: “Al ritiro non ci penso (e nemmeno Valentino Rossi)”

Una stagione così complicata, Mattia Pasini alla vigilia non se la sarebbe proprio potuta aspettare. Rimasto a piedi all’inizio del campionato di Moto2, e costretto ad accontentarsi di un posto nella cabina di commento di Sky Sport, durante l’anno è subentrato come supplente in ben tre team diversi, prima di accasarsi alla Tasca Racing per tutto il finale di campionato. Trovato finalmente il sellino, però, a quel punto ci si sono messi due infortuni a complicargli la vita: l’ultimo dei quali lo ha costretto a saltare le scorse due tappe di Misano e Aragon.

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Ora il veterano della classe di mezzo è pronto a tornare in moto, seppur non ancora in perfetta forma, già da questo fine settimana al Gran Premio di Thailandia. E, nonostante i suoi 34 anni, Pasini non ha nessuna voglia di cedere il posto ai suoi colleghi più giovani. Come del resto, spiega lui in questa intervista esclusiva che ha concesso ai microfoni di TuttoMotoriWeb.com, non ce l’ha nemmeno il suo amico Valentino Rossi

Mattia Pasini, intanto, la prima domanda è d’obbligo, come stai? Ti senti di nuovo in piena forma?
Sto abbastanza bene. La schiena non mi fa troppo male, ma comunque arriverò in Thailandia senza essermi allenato tanto, perché sono dovuto restare per dieci giorni a riposo completo. Vediamo un po’ cosa succederà quando salirò in moto.

Ormai mancano solo cinque Gran Premi alla conclusione di questa stagione. Possiamo dire che è stata la più complicata della tua carriera? Provi un po’ di sollievo per il fatto che si avvii alla fine?
Sì, dai, diciamo che la mia non è stata una carriera in discesa. Però sono contento di quello che ho fatto e, con il senno di poi, tutte le difficoltà mi hanno rafforzato. Adesso abbiamo ancora cinque gare e in più, speriamo, anche il prossimo anno. Ma per il momento pensiamo a questo finale di stagione, perché voglio rifarmi un po’ della sfortuna che abbiamo avuto dalla ripartenza di Brno. I due infortuni, molto seri, hanno rallentato un po’ il lavoro con la squadra e sulla moto, compreso il mio adattamento a questo nuovo motore Triumph. Ma sono fiducioso, penso che da qui alla fine potremo disputare delle buone gare.

Dopo tante peregrinazioni fra diverse squadre, finalmente hai trovato un accordo con il team Tasca Racing che ti ha garantito continuità fino a fine anno. Come ti sei trovato con loro?
Mi sono trovato molto bene con il team Tasca. Mi hanno dato la possibilità di fare le ultime dieci gare di questo campionato. Secondo me stiamo lavorando abbastanza bene: purtroppo, come dicevo, siamo stati un po’ sfortunati con l’infortunio di Brno che ha compromesso Austria e Silverstone, e poi con quello successivo a Misano che ha compromesso anche Aragon. Adesso speriamo di poter lavorare in pace in queste ultime cinque gare, perché penso che il nostro potenziale sia alto.

Mattia Pasini ricoverato al centro medico del circuito di Misano Adriatico (Foto Marino Bindi/Tasca)
Mattia Pasini ricoverato al centro medico del circuito di Misano Adriatico (Foto Marino Bindi/Tasca)

Nei giorni scorsi i tuoi colleghi italiani di Moto2 hanno espresso complimenti al nuovo motore Triumph, sostenendo che avvicini la classe di mezzo alla MotoGP. Sei d’accordo?
Sicuramente con il motore Triumph la Moto2 ha fatto un salto di qualità. Secondo me il vero potenziale è ancora da scoprire, soprattutto per quanto riguarda l’elettronica, che quest’anno era abbastanza bloccata. È stato un passo in avanti, più verso una moto da Gran Premio rispetto ad una stradale, come poteva essere con il motore Honda. Lo dimostra anche il fatto che siamo stati quasi sempre più veloci.

Per la prossima stagione hai già qualche piano in mente? A 34 anni la tua voglia di correre sembra ancora tantissima.
Sicuramente c’è qualche piano, molto interessante. La mia filosofia, comunque, rimane quella: correrò se troverò una soluzione in cui potrò essere a mio agio e dimostrare il mio lavoro, una situazione vincente. Spero di poter dare buone notizie presto. La voglia è ancora tanta e, alla fine, penso che l’età sia un fatto relativo: dipende da quanto ti senti in forma, quanto ti senti veloce e anche dalle motivazioni che hai. Io mi sento ancora veloce, in forma e con ancora molto da dare alle corse. E spero di andare avanti ancora tanto.

A proposito di piloti longevi, devo chiederti del tuo amico Valentino Rossi. Per la prima volta in carriera sembra in difficoltà non solo per il ritardo della sua Yamaha, ma anche rispetto ai suoi stessi compagni di marca. Si sta avvicinando per lui il momento del ritiro?
Non credo che il calo di Vale sia dato dall’età: anche perché è un mio amico, lo vivo spesso, tutti i giorni, e posso dire che è più giovane di tanti altri giovani. Secondo me è il lavoro dentro al box ad essere un po’ rallentato e questo non gli permette di sfruttare al meglio la Yamaha. Ma sono sicuro che anche lui ha ancora molto da dire, che tornerà forte e sicuramente non sta pensando al ritiro.

E Marc Marquez? C’è già in MotoGP un pilota in grado di fermarlo, o dobbiamo rassegnarci ancora a tanti anni di suo dominio?
Marquez e la Honda, in questo momento, formano una coppia molto forte, che sembra quasi imbattibile. Quartararo ha dimostrato di essere molto forte, ma ogni anno è una storia a sé. Vedremo: solo il tempo ci dirà se c’è qualcuno che può battere Marquez o no.

Fabrizio Corgnati