Su Facebook è stata avviata la nuova politica di rimuovere il conteggio dei mi piace sotto i post. L’esperimento è partito in Australia e presto potrebbe arrivare anche in Europa.

Anche Facebook ha dato il via all’esperimento, partito su Instagram, di eliminare il conto dei “mi piace“. La nuova tendenza è partita in Australia e permetterà solo agli autori del post di visualizzare quanti like ha ricevuto nascondendoli ad altri utenti. La decisione, come successo per Instagram, è stata presa dopo recenti studi che hanno evidenziato la frustrazione e le insicurezze degli utenti legata ai social.

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Facebook come Instagram: sparisce il conteggio dei mi piace sotto i post pubblicati dagli utenti

Il noto social network Facebook ha dato il via all’eliminazione del conteggio dei like sui post pubblicati dagli utenti. L’esperimento, come riportato dalla redazione di Leggo, è stato avviato qualche giorno fa in Australia e consiste nel nascondere agli utenti il conteggio dei mi piace e delle reazioni ricevuti da un post, che saranno visibili solo all’autore del contenuto. Sotto il post, nello specifico, apparirà esclusivamente il nome di un utente che ha messo mi piace seguito dalla dicitura “altre persone“, ma cliccando sulle specifiche icone delle reazioni sarà visibile l’elenco degli utenti che hanno interagito con il contenuto. Rimarrà attivo, invece, senza subire cambiamenti, il conteggio della sezione dedicata ai commenti.  La nuova politica, già avviata da Instagram la scorsa settimana, come riporta Leggo, potrebbe presto essere adottata anche in Europa ed è finalizzata a limitare le insicurezze e la frustrazione degli utenti, soprattutto i più giovani, generate dai social e da quella che è stata definita come la febbre da like. Tale circostanza è emersa dai risultati di alcuni studi. Il capo delle strategie mediatiche di Facebook Australia, Mia Garlick, in merito ha spiegato: “La decisione -riporta Leggorivoluzionaria si basa su ricerche che fanno riferimento al benessere delle persone” e per cui il “conteggio dei like può portare ad un pericoloso fenomeno di comparazione sociale“.

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