Alberto Puig
Alberto Puig (Getty Images)

Alberto Puig silura Yamaha: “Moto facile, ma nessuno si distingue”

L’aggettivo “difficile” e la parola “Honda” sembrano andare di pari passo negli ultimi anni. Alberto Puig ammette che la RC213V è una moto complessa, ma è anche chiaro che è uno dei prototipi più competitivi se il pilota sa come andare veloce. Se Lorenzo e Crutchlow hanno problemi, tutt’altra storia per Marc Marquez che si avvia verso il sesto titolo negli ultimi sette anni.

E fino a quando c’è un campione nei propri ranghi le critiche hanno valore relativo. “Direi che l’unico che va veloce con questa moto è Marc, ma non è che non puoi andare veloce, perché sono anche andati veloci Stoner, Pedrosa, Hayden – ha detto Puig a DAZN -. La Honda non è mai stata una moto facile, questo lo dico per esperienza perché ho corso con la Honda, sono moto molto fisiche. Ma quando si prende il punto, il potenziale che si può ottenere è molto alto. È una moto difficile che può portarti molto in alto”.

Discorso inverso per la Yamaha M1, l’ideale per i rookie grazie alla sua maneggevolezza. Alberto Puig ritiene che “la Yamaha sia una moto iper-facile, tutti i piloti che entrano in MotoGP con la Yamaha sono in partenza veloce, ma nessuno si distingue. Rimangono tutti nella zona. Attualmente è evidente che Marc è l’unico che chiaramente va veloce, la moto te lo permette se hai il coraggio e il potenziale per farlo”. Il team manager Repsol Honda si pone una domanda: “Non ci sono piloti uguali con tecnica sufficiente per portare questa moto oggi? Non so cosa dirti, ma l’unica cosa che conta è che la moto con il pilota che abbiamo, non so perché, ma vince sempre… Il pilota è un fenomeno, ma la moto non è un disastro”.