Massimo Bossetti Yara Gambirasio
Massimo Bossetti (foto dal web)

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha respinto il ricorso presentato dalla difesa di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio.

Durante la scorsa puntata della trasmissione Quarto Grado, andata in onda venerdì 27 settembre su Rete 4, è stato reso noto che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai legali di Massimo Bossetti, l’uomo condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio di Yara Gambirasio. Il ricorso era stato presentato nel novembre 2018 poche settimane dopo rispetto la condanna di Bossetti in Cassazione che si era espressa il 12 ottobre confermando la condanna in ergastolo comminata in appello ed in primo grado. L’avvocato del muratore di Mapello, Claudio Salvagni, ospite in studio dopo un diverbio con il conduttore Gianluigi Nuzzi ha spiegato che “la strada maestra rimane la revisione del processo“.

Omicidio Yara Gambirasio, la Cedu respinge il ricorso di Bossetti: “La strada maestra rimane la revisione”

Si è chiusa definitivamente la possibilità di un quarto grado di giudizio per Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio di Yara Gambirasio. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha, difatti, dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa a novembre, poche settimane dopo dalla condanna definitiva da parte della Corte di Cassazione. La notizia è stata resa nota durante la scorsa puntata di Quarto Grado, alla quale ha preso parte uno dei legali del muratore di Mapello, l’avvocato Claudio Salvagni che in prima battuta ha puntato il dito contro la trasmissione Mediaset: “Per l’ennesima volta la televisione si inchina all’audience non rispettando l’umanità delle persone ed i suoi avvocati perché io avrei comunicato al mio assistito della sentenza domani mattina (sabato, ndr). Ho saputo della sentenza da un paio di giorni, ma la televisione è arrivata prima di me, non sapevo neanche su cosa verteva il mio intervento a Quarto Grado questa sera, sono amareggiato, deluso e schifato da certe situazioni perché vanno rispettate le persone, questa notizia è di due o tre giorni fa“. A questo punto interviene il conduttore Gianluigi Nuzzi che chiama in causa l’inviato Giorgio Sturlese Tosi, il quale spiega che la redazione aveva ricevuto la notizia riguardante la decisione della Cedu venerdì (21 settembre) dopo che era stato informato via lettera l’avvocato di Bossetti. Nuzzi quindi provando a spiegare le ragioni della trasmissione che aveva ricevuto circa una settimana prima la notizia afferma “Mi perdoni avvocato…” a questo punto Salvagni lo interrompe dicendo: “No, io non la perdono! Perché questa è una cosa gravissima, dovevate prima chiederlo a me!” i toni si scaldano ed il conduttore si scalda affermando: “È da una settimana che c’è questa sentenza, lei non attribuisca a Quarto Grado cose false, se lei vuole rammaricarsi di non essere andato in carcere a dirlo al suo assistito“. L’avvocato risponde a tono: “Ognuno ha il suo stile, il mio è diverso dal vostro“­. Dopo il battibecco in studio il legale di Bossetti commenta la decisione della Cedu spiegando: “Ovviamente una sentenza positiva della Corte Europea dei Diritti dell’uomo sarebbe stata la più grande soddisfazione per noi avvocati che abbiamo sempre protestato per una violazione giuridica di questo processo. Però non cambia nulla perché la strada maestra rimane comunque la revisione…“.

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