Elisa Pomarelli
La foto di Elisa Pomarelli ripresa dalle telecamere di Quarto Grado in casa di Massimo Sebastiani

In casa di Massimo Sebastiani, reo confesso dell’omicidio della giovane Elisa Pomarelli, è stata rinvenuta solo sporcizia e disordine, all’infuori di un piccolo angolo: una mensola di marmo su di un termosifone su cui vi era adagiata esclusivamente una foto.

La trasmissione Quarto Grado, in onda su Rete 4 e condotta dal noto giornalista Gianluigi Nuzzi, ha trasmesso le immagini dell’abitazione di Massimo Sebastiani, reo confesso dell’omicidio della giovane Elisa Pomarelli. Un’abitazione trascurata, ricolma di immondizia e sporcizia in ogni sua parte all’infuori di un ripiano in marmo, su un termosifone, dove era presente esclusivamente una foto della 28enne uccisa, quasi come fosse un piccolo altare: l’immagine ritraeva la giovane Elisa sorridente ed in costume da bagno.

Omicidio Elisa Pomarelli: la casa di Sebastiani simile ad una discarica

Una casa molto più simile ad una discarica che ad una dimora: questo è quanto emerso dalle immagini mandate in onda dalla trasmissione Quarto Grado, nel corso della scorsa puntata, in cui si vede l’interno dell’abitazione di Massimo Sebastiani ricolma di immondizia e sporcizia. Completamente trascurata, invasa da escrementi di topi, arbusti, materiali di risulta: dalle riprese si notano anche cavi elettrici, utensili arrugginiti e pannelli inutilizzabili. Ma in tutto quel marasma, non si può fare a meno di notare un angolo non toccato dal caos, quasi fosse un piccolo altare: una mensola in marmo su di un termosifone sulla quale è adagiata una foto della giovane Elisa Pomarelli solare e sorridente in costume da bagno.

Massimo Sebastiani, come riportato dalla redazione di Tgcom24, durante il suo primo interrogatorio provò quasi a fornire una giustificazione circa le condizioni di degrado della propria abitazione dichiarando: “Non la sentivo più parte di me quella casa lì. Essendoci andati lì perché a lei piaceva, e poi non era convinta, così è come se era un peso per me quella casa“. L’uomo, come da egli stesso confessato, era ossessionato dalla giovane Elisa sino al punto da toglierle la vita quando lei gli comunicò che avrebbe preferito allentare i rapporti. Sebastiani avrebbe riferito ai giudici che quella notizia lo sconvolse a tal punto da annebbiargli la mente e fargli compiere il terribile delitto.

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