Parla il chirurgo che ha operato Michael Schumacher: “Non faccio miracoli”

Michael Schumacher (Foto Daimler)
Michael Schumacher (Foto Daimler)

F1 | Parla il chirurgo che ha operato Michael Schumacher: “Non faccio miracoli”

“Per i miracoli non sono competente”. Mette così subito in chiaro il suo ruolo Philippe Menasché: “Sono un cardiochirurgo, non ho mai preso un centesimo fuori dal servizio pubblico, altro che medico delle star”. Eppure il 69enne medico francese è diventato famoso, forse suo malgrado: è stato proprio lui, infatti, ad operare Michael Schumacher all’ospedale Pompidou di Parigi, in occasione del ricovero del grande campione di Formula 1 nel suo reparto di chirurgia cardiovascolare.

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In assenza, come ormai consuetudine, di comunicazioni ufficiali da parte della famiglia Schumacher, molte ipotesi sono circolate sulla presunta cura segretissima a cui l’ex pilota di Ferrari e Mercedes sarebbe stato sottoposto, a base di cellule staminali. Per ovvi motivi di riservatezza professionale, il dottor Menasché non ha alcuna intenzione di entrare nel dettaglio delle procedure che ha eseguito su Schumi, ma comunque intende eliminare alcuni dei dubbi che si sono diffusi: “Con la mia équipe non stiamo facendo nessuna sperimentazione, termine abominevole che non appartiene a una visione seria della medicina”, spiega in un’intervista esclusiva concessa ai microfoni di Repubblica. “È vero che sono stato il primo a fare trapianti di cellule staminali sul cuore ma il ciclo di test clinici si è concluso due anni fa. Negli ultimi vent’anni ci sono stati molti progressi ma la verità è che sappiamo ancora poco”.

Insomma, chi ipotizzava che Michael fosse stato momentaneamente trasferito dalla sua residenza in Svizzera fino alla Francia per una misteriosa terapia a base di cellule staminali che avrebbe potuto contribuire alla riparazione di eventuali lezioni cerebrali sembra essere completamente fuori strada: “Io sono un chirurgo cardiologo e di questo mi occupo”, ribadisce Menasché. Si occupa del cuore, dunque, non del cervello: di chirurgia coronarica e valvolare. E ha solo voglia di riprendere la sua normale routine medica: “C’è stata un’esplosione di attenzione sul nostro reparto, ma la situazione si è già normalizzata”, conclude.