Caso di Erba, la sconvolgente scoperta: potrebbe essere stato un omicidio-suicidio

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Carabinieri
Carabinieri (foto dal web)

Lidia Lo Savio e Gianni Pesella, madre e figlio rispettivamente di 91 e 66 anni, sono stati trovati privi di vita la scorsa settimana nella loro abitazione di Crevenna, una frazione di Erba in provincia di Como: a seguito dell’autopsia è emerso che i due avevano ingerito dell’ammoniaca.

I cadaveri di Lidia Lo Savio e Gianni Pesella, madre e figlio rispettivamente di 91 e 66 anni, sono stati ritrovati un mese dopo la loro morte: apparentemente era sembrato l’ennesimo dramma da solitudine, ma a seguito dell’autopsia sarebbe emerso che i due avrebbero ingerito dell’ammoniaca e che sarebbe stata questa la causa del decesso. Forse un errore o forse un omicidio-suicidio: le indagini sul caso proseguono.

Erba, rinvenuti cadaveri di madre e figlio: tracce di ammoniaca nei corpi

Per gli inquirenti è certa la causa della morte, ingestione di ammoniaca, ma non è chiaro il motivo per cui sia avvenuta, per tale ragioni proseguono le indagini dei Carabinieri sulla morte di una madre e di un figlio rispettivamente di 91 e 66 anni. I corpi privi di vita dei due sono stati rinvenuti all’interno della loro abitazione di Crevenna, una frazione di Erba in provincia di Como, dopo un mese dal decesso: ad avvisare i soccorsi erano stati dei vicini insospettiti dal persistente olezzo che proveniva dall’appartamento. Le prime ipotesi investigative, riporta la redazione di Fanpage, parlavano di un decesso dovuto a cause naturali, ma la presenza di ammoniaca in entrambi i corpi ha fatto dirottato gli inquirenti su altre piste. Un omicidio-suicidio o forse un errore, risultato fatale ad entrambi. Ai Carabinieri del nucleo investigativo di Como, coordinati dal pubblico ministero Maria Vittoria Isella, sono state delegate ulteriori indagini. All’interno del bagno dell’appartamento, riporta la redazione di Fanpage, sarebbero state rinvenute tracce di sangue e vomito appartenenti all’uomo, forse dovute proprio all’ammoniaca ingerita. A destare maggior sospetto circa la possibilità che si sia trattato, però, di un mero errore l’inspiegabile circostanza per la quale i due non si sarebbero accorti che quella che stavano bevendo fosse ammoniaca, considerato l’acre odore della sostanza.

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