“Io alla Ferrari?” Lewis Hamilton stronca le speranze dei tifosi

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Lewis Hamilton con la divisa Ferrari, nel fotomontaggio di TuttoMotoriWeb.com
Lewis Hamilton con la divisa Ferrari, nel fotomontaggio di TuttoMotoriWeb.com

F1 | “Io alla Ferrari?” Lewis Hamilton stronca le speranze dei tifosi

Il corteggiamento, seppure a distanza, va avanti da molto tempo. La Ferrari ha provato in più occasioni a portare a Maranello Lewis Hamilton, il pilota più forte della sua generazione. E lui non ha mai nascosto di provare un certo fascino nei confronti del marchio del Cavallino rampante, aggiungendo anche alla sua collezione di supercar stradali diverse Rosse. Accenni di flirt e poco altro, però sufficienti a far sognare per diversi anni i tifosi ferraristi di tutto il mondo.

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Un sogno che ora sembra bruscamente infrangersi di fronte alle ultime parole pronunciate dal campione del mondo in carica. Per la prima volta, infatti, l’anglo-caraibico ha esplicitamente chiuso ogni spiraglio riguardo ad un suo possibile, eventuale futuro approdo alla Scuderia. “Per molti piloti la Ferrari è l’ultimo sogno della carriera”, ha risposto Hamilton alla specifica domanda del quotidiano svizzero Blick. “Ma per me non è così. Da quando avevo tredici anni faccio parte della famiglia Mercedes e non credo che le cose cambieranno”.

Insomma, anche alla scadenza del suo attuale contratto con la Freccia d’argento, che termina alla fine della prossima stagione, le porte di Maranello sono destinate a rimanere chiuse per Lewis? “Non ho dubbi che potrei cambiare qualcosa in meglio da quelle parti”, ha proseguito il 34enne, “ma non è il mio obiettivo. Ci sono voluti sei anni per rendere la Mercedes una squadra vincente e mantenerla al vertice. Ora abbiamo un’atmosfera piena d’amore, apprezzamento, ammirazione e rispetto. Non posso rinunciarci”.

Il passaggio di Hamilton dalla McLaren alla Mercedes

L’unico cambio di casacca della sua carriera risale a fine 2012, quando Hamilton mollò la McLaren, che l’aveva portato al suo primo titolo mondiale, per passare alla squadra ufficiale della Stella a tre punte, che all’epoca arrancava e non era certo l’imbattibile corazzata che conosciamo oggi. Si prese un rischio, insomma, ma all’epoca quella mossa azzardata si rivelò “il passo giusto” per il suo futuro agonistico. “Lasciai il secondo team più vincente della storia per uno che aveva meno personale e quasi nessun successo”, racconta oggi il cinque volte iridato. “Volevo costruire qualcosa di nuovo, ma ora non ho nessun interesse a rifarlo”.

Su un aspetto, però, Hamilton è pronto a dare un consiglio ai suoi arcirivali della Ferrari: quello che riguarda le gerarchie dei piloti. “Non voglio dire pubblicamente cosa penso davvero di questa situazione”, si schermisce lui. “Ma probabilmente Vettel non è stato contento quando al suo fianco è arrivato un ragazzo nuovo e veloce. La Ferrari ha sempre avuto la politica di indicare una prima e una seconda guida e io non sono d’accordo. Quando arrivai alla Mercedes dissi chiaramente che non volevo essere il numero 1, ma semplicemente lo stesso materiale e le stesse opportunità del mio compagno di squadra. Sapevo che, se avessi lavorato sodo e meglio, avrei vinto. Ed è questo che penso ancora oggi”.