Il team principal della Ferrari, Mattia Binotto (Foto Charles Coates/Getty Images)
Il team principal della Ferrari, Mattia Binotto (Foto Charles Coates/Getty Images)

F1 | Continua lo scontro sulle regole in F1: la Ferrari può mettersi di traverso

La data in cui tutti quanti dovremmo saperne di più è il prossimo giovedì 31 ottobre. Ad Austin, a margine del Gran Premio degli Stati Uniti, quello di casa per gli organizzatori del campionato, il presidente del gruppo americano Liberty Media, Chase Carey, ha già convocato una conferenza stampa per svelare i dettagli della rivoluzione regolamentare che entrerà in vigore in Formula 1 a partire dal 2021. Già, ma quali saranno questi dettagli?

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Al momento la fisionomia delle future regole è ancora totalmente in sospeso. Liberty ha già dovuto accettare numerosi passi indietro rispetto ai suoi piani iniziali: ad esempio, ha cancellato i progetti di introdurre cambi e freni standard, uguali per tutti i team, o di rivedere l’architettura dei motori, che invece resterà tale almeno fino al 2025. Ma su altri punti, in particolare sulla profonda revisione aerodinamica delle monoposto, si dicono invece pronti a fare le barricate.

Mercedes e Red Bull sono contro

Peccato che le squadre non siano per niente d’accordo. Alfa Romeo, Haas, Racing Point, ma soprattutto Mercedes e Red Bull si sono tutte espresse in senso contrario all’attuale proposta dei vertici del Mondiale. E richieste di modifica arrivano anche dalla Ferrari, il team il cui parere vale di più in assoluto, perché in quanto scuderia più antica ha il privilegio di poter esercitare il diritto di veto, bloccando qualsiasi cambiamento regolamentare a lei sgradito.

Mattia Binotto prova a mediare: “Sì, è vero che abbiamo il diritto di veto, ma sarebbe un peccato se dovessimo esercitarlo”, ha commentato a margine del Gran Premio di Russia a Sochi. “Non credo che questa sia la nostra intenzione. Abbiamo ancora un mese intero per lavorare sui regolamenti. E se anche entro fine ottobre non ci fosse un risultato soddisfacente, non la riterrei una tragedia. Abbiamo ancora tempo per migliorare e sistemare le virgole”. Maranello, in particolare, pretende che venga mantenuta la libertà assoluta di sviluppo aerodinamico.

Ferrari va alla guerra?

Ma anche se alla fine decidesse di mettersi di traverso ed applicare il suo famigerato veto, non è detto che a quel punto si metterebbe la parola “fine” sulle proposte della Liberty. Primo, perché l’attuale Patto della Concordia, che prevede appunto questo privilegio della Ferrari, scade a fine 2020. Secondo, perché andando al muro contro muro la Rossa rischierebbe di perdere anche la quota aggiuntiva di introiti economici che le viene riconosciuta per la sua storica presenza in Formula 1.

Infine, a complicare ulteriormente il quadro, ci sono anche le questioni sportive. Tutti i team sarebbero d’accordo a concentrare il weekend di gara in tre giorni, accorpando le conferenze stampa, attualmente previste al giovedì, insieme alle prove libere al venerdì. Molti più dubbi, invece, soprattutto da parte dei piloti, sono stati espressi sull’idea di sostituire le qualifiche con mini-gare, che dovrebbero essere sperimentate già in tre Gran Premi nel 2020. Insomma, un vero grande pasticcio…