Disposti test su tutti i medicinali in commercio: allarme principi cancerogeni

Farmaci ritirati
(foto dal web)

L’Agenzia Europea del Farmaco (Ema), considerati gli ultimi ritiri di alcuni farmaci a causa delle presenza di ranitidina e nitrosammine, ha ordinato a tutte le case farmaceutiche di effettuare test sui medicinali prodotti per scongiurare il rischio di contaminazione da tali principi cancerogeni.

Una richiesta unica nel suo genere quella dell’Agenzia Europea del Farmaco: l’Ema, tramite una nota pubblicata sul proprio sito ha invitato i produttori ed importatori di farmaci a condurre test su tutti i medicinali nei quali vi sono principi attivi prodotti attraverso sintesi chimica, per appurare che al loro interno non ve ne siano di cancerogeni, ossia che non risultino presenti nitrosammine. La decisione, è stato specificato dall’Agenzia è di tipo precauzionale, considerati gli ultimi ritiri.

L’Ema dopo i ritiri ordina test su tutti i farmaci in commercio che potrebbero contenere nitrosammine

Dopo i ritiri di alcuni farmaci avvenuti negli scorsi giorni per la presenza all’interno degli stessi di ranitidina e nitrosammine l’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) ha chiesto a tutti i produttori e agli importatori di condurre dei test sui propri medicinali per verificare il rischio di contaminazione da tali sostanze classificate come cancerogene. La richiesta, riporta la redazione de Il Messaggero, è di tipo precauzionale, e riguarderebbe tutti i farmaci che contengono al loro interno principi attivi prodotti attraverso sintesi chimica.

Il farmacologo Silvio Garattini, riporta la redazione de Il Messaggero, avrebbe dichiarato: “Se sono trovate nitrosammine in uno di questi farmaci, i detentori dell’autorizzazione all’immissione al commercio devono informare le autorità rapidamente per poter prendere i provvedimenti regolatori più appropriati”. Gli esperti dell’Ema avrebbero precisato che le nitrosammine non dovrebbero formarsi durante la produzione della grande parte dei principi attivi, eccezion fatta per quelli appartenenti alla stessa categoria del valsartan. Tuttavia di recente, riporta Il Messaggero, si sarebbe scoperto che tali impurezze possono formarsi in determinate condizioni, magari a seguito di una reazione, oppure portate dall’uso di attrezzatura o reagenti contaminati. Le aziende farmaceutiche dovranno, secondo l’Ema, valutare per ogni farmaco il rischio della presenza di nitrosammine, riferendosi alle modalità di produzione ed ai reagenti utilizzati, iniziando a svolgere i test veri propri da quelli per cui la probabilità della loro presenza risulterebbe più alta.

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