Marco Vannini
Marco Vannini (foto dal web)

Il programma Chi L’ha visto? ha mandato in onda una registrazione telefonica in cui un ex maresciallo della Guardia di Finanza avrebbe rivelato che Antonio Ciontoli sarebbe stato denunciato da una prostituta alcuni anni prima della morte di Marco Vannini.

In attesa della decisione della Corte di Cassazione in merito alla morte di Marco Vannini, il ragazzo 20enne deceduto dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola esploso in casa dei genitori della fidanzata, la trasmissione Rai Chi L’ha visto? è tornata a parlare del caso. Nel corso della puntata di ieri, mercoledì 25 settembre, il programma condotto da Federica Sciarelli ha rivelato che Antonio Ciontoli, condannato a 5 anni di reclusione per l’omicidio colposo di Marco, sarebbe stato denunciato nel periodo 1998-2000 da una prostituta. La donna avrebbe riferito all’epoca di essere stata malmenata e derubata dal sottufficiale della Marina in forza ai Servizi Segreti.

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Marco Vannini, spunta una registrazione: Antonio Ciontoli sarebbe stato denunciato da una prostituta

Nel corso della puntata andata in onda ieri sera, mercoledì 25 settembre, il programma Chi l’ha visto? è tornato ad occuparsi del caso di Marco Vannini, il 20enne morto nel maggio 2015 dopo essere stato colpito da un proiettile esploso in casa della fidanzata. Chi l’ha visto? ha svelato che la Procura di Civitavecchia è entrata in possesso di una registrazione di una telefonata in cui si parla di un presunto fascicolo a carico di Antonio Ciontoli che sarebbe stato denunciato in passato da una prostituta per averla picchiata e derubata. A consegnare la registrazione sarebbe stato Davide Vannicola, il commerciante che in passato aveva rivelato che a sparare a Marco era stato Federico Ciontoli e non Antonio, circostanza riferitagli dall’ex comandante dei carabinieri di Ladispoli Roberto Izzo. Nell’audio mandato in onda si sente: “Allora l’informazione è questa: alla caserma dei Carabinieri di Ladispoli c’è un fascicolo personale a carico di Antonio Ciontoli, all’interno del quale è presente l’informativa, udite udite, che riguarda una rapina o un tentativo di estorsione che il Ciontoli avrebbe fatto nei confronti di una mign**ta“. Dalla telefonata, intercorsa tra Vannicola ed un ex maresciallo della Guardia di Finanza emerge, inoltre, che il presunto episodio essendosi verificato nel territorio di Roma avrebbe dovuto essere di competenza della Procura di Roma, ma il maresciallo Izzo avrebbe fatto in modo che il fatto finisse presso la procura di Civitavecchia. Questa registrazione, riportata da Etruria News, coincide con una email che era stata ricevuta dal programma tempo prima in cui un utente anonimo aveva scritto: “Nel 1998/2000 Ciontoli ha avuto una denuncia, che poi non so se fu ritirata, da una prostituta in via Aurelia, la quale è stata maltrattata e derubata dallo stesso“. Gli inviati di Chi l’ha visto? si sono recati dal maresciallo Izzo che ha dichiarato: “Sono sconcertato ancora di più in merito ai nuovi fatti emersi. Non sono in grado di riferire niente. Per quanto mi riguarda sono cose completamente assurde, non ho proprio idea. Io nel 2000 non ero nel Lazio, dove ho iniziato a fare servizio nel settembre del 2002. Io a Ladispoli sono arrivato nel gennaio del 2011, avevo letto questa denuncia nel suo fascicolo, ma sinceramente non mi interessava, all’epoca gli obiettivi erano diversi“.

L’ex maresciallo della finanza che parla al telefono con Vannicola è Giovanni Bentivoglio, oggi assessore di Bracciano (Roma) che ai microfoni della trasmissione Rai ha spiegato: “Io non l’ho visto il fascicolo e non so se qualcuno lo abbia visto. Se fossi stato certo sarei andato in Procura, io ho dato l’informazione per certa per come mi è stata riferita. Io non capisco perché se ci sono delle cose di cui parlano molte persone, accertarlo è semplice, non c’è bisogno di tanto clamore“. Infine anche la madre di Marco, Marina Conte, ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni in merito affermando: “A questo punto voglio sapere la verità e voglio che questo fascicolo venga tirato fuori se c’è. Con queste nuove informazioni si rischia di perdere l’attenzione su quello che è successo a Marco, noi vogliamo giustizia per nostro figlio“. Adesso i genitori del ragazzo sono in attesa della sentenza della Corte di Cassazione chiamata ad esprimersi il prossimo febbraio.

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