Charles Leclerc e Sebastian Vettel chiacchierano nel paddock di Sochi alla vigilia del Gran Premio di Russia 2019 di F1 (Foto Ferrari)
Charles Leclerc e Sebastian Vettel chiacchierano nel paddock di Sochi alla vigilia del Gran Premio di Russia 2019 di F1 (Foto Ferrari)

F1 | Leclerc perdona la Ferrari, Vettel perdona lui: il caso è chiuso?

Eravamo rimasti alla furia di Charles Leclerc, l’unica macchia in una notte per il resto luminosa per la Ferrari. La gioia della doppietta era stata, almeno parzialmente, oscurata dalla frustrazione del Piccolo Principe, sentitosi penalizzato dalla strategia del muretto box rosso che aveva aperto la strada alla vittoria del suo compagno di squadra. Frustrazione al quale aveva dato voce pubblicamente in un messaggio radio diretto ai suoi tecnici, con parole di fuoco: “Non è giusto, pretendo spiegazioni, io voglio tutto”.

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Avanti veloce di due settimane, e il Leclerc che si presenta nel paddock di Sochi, alla vigilia del Gran Premio di Russia, sembra tornato a più miti consigli: ha riscoperto l’umiltà e soprattutto ha fatto pace con la sua squadra. “Credo di aver avuto una reazione esagerata, che dimostra che ho ancora molto da imparare”, ha ammesso il baby fenomeno monegasco nella conferenza stampa di rito del giovedì. “In quella situazione non c’era assolutamente motivo di parlare così: il team ha fatto la cosa giusta. Abbiamo chiuso primo e secondo, mentre con un’altra strategia non ci saremmo riusciti, e questo è ciò che conta di più”.

Le scuse di Leclerc alla Ferrari

Per il futuro, insomma, Leclerc si ripromette di pensare fino a dieci, prima di premere il pulsante della radio e sfogarsi in diretta televisiva. “Quando si è in macchina è sempre molto difficile”, spiega Charles. “Fin dalla mattina mi sveglio pensando alla vittoria, vado a dormire pensando alla vittoria, quindi a volte può essere dura. Devo solo controllarmi di più in queste situazioni e, come posso dirlo educatamente, semplicemente stare zitto. Questo è sicuramente il mio obiettivo. Imparerò la lezione ed eviterò che si ripeta”.

Dall’alto della sua esperienza, anche Sebastian Vettel si è dimostrato comprensivo e accondiscendente nei confronti del suo giovane vicino di box, dichiarandosi per nulla infastidito. “Non penso che dovreste interpretare troppo da questi messaggi, perché quando apriamo la radio stiamo guidando e penso che se poteste sentire le parole di un calciatore o perfino di un golfista mentre giocano, ne sareste sorpresi”, ha chiarito il campione tedesco. “Non c’è motivo di cercare sempre un retropensiero in tutto ciò che si dice a caldo. Penso che sia piuttosto normale, perché ovviamente voleva vincere. Era arrabbiato quando si è reso conto di essere indietro, e se fosse accaduto il contrario penso che anche io sarei stato altrettanto arrabbiato. Fa parte delle emozioni che si vivono durante le corse. Altrimenti avrebbe significato che non gliene frega niente, e non penso che ci siano molti piloti a cui non frega niente”.

Niente di personale con Vettel

Insomma, nessun rancore, nessun sentimento negativo tra i due piloti della Ferrari: “Gli ho parlato, non penso ci sia molto altro da dire”, chiude la questione il quattro volte iridato. “Abbiamo corso, quello che è successo è chiaro. Charles sfida me e io sfido lui, c’è un solo gradino più alto sul podio e se lotti per la vittoria e la conquista qualcun altro non sei così contento: è la natura del nostro sport”. Il caso è chiuso. Almeno fino alla prossima occasione: perché questa strategia a due punte del Cavallino rampante è destinata a riproporre una rivalità interna sempre più accesa…

Fabrizio Corgnati