Batterio New Delhi: continua a salire il numero dei decessi

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Ospedale (Getty Images)

Salgono i numeri collegati all’infezione da batterio New Delhi negli ospedali della Regione Toscana: ad oggi, i casi registrati sarebbero 102 con una mortalità pari al 37% in caso di pazienti con sepsi.

Sarebbero saliti a 102 i pazienti nel cui sangue sarebbe stata individuata la presenza del batterio New Delhi Metallo-beta-lactamase: una vera e propria emergenza quella che la Regione Toscana sta dovendo fronteggiare all’interno dei propri ospedali. A parlare di tale drammatica circostanza, nella giornata di ieri, l’assessore al diritto alla Salute Stefania Saccardi, in una comunicazione al Consiglio Regionale della Toscana, la quale ha affermato che il tasso di letalità è pari al 37% in caso di pazienti con sepsi.

Batterio New Delhi: casi letali nel 37% dei pazienti con sepsi

Continuano a crescere i numeri collegati all’infezione da batterio New Delhi. A rendere nota la notizia nella giornata di ieri 25 settembre, l’assessore al diritto alla Salute Stefania Saccardi, in una comunicazione al Consiglio Regionale della Toscana. Stando a quanto riportato dalla redazione de Il Messaggero, la Saccardi avrebbe dichiarato: “La Regione Toscana ha individuato immediatamente il batterio New Delhi nei pazienti degli ospedali toscani e messo in atto con tempestività tutte le misure necessarie per fronteggiarlo. Non abbiamo sottovalutato neanche per un minuto ciò che stava accadendo, e la struttura regionale si è mossa con i tempi e le procedure previste dall’Oms e dal Ministero. Nessun ritardo, dunque, e il Ministero si è mosso proprio – ha proseguito l’assessore- a seguito delle segnalazioni della Regione Toscana“. Il letale batterio, secondo i dati forniti dalla pubblica amministrazione, sarebbe stato rinvenuto nel sangue di ben 102 pazienti e nel 37% dei casi, riporta Il Messaggero, sarebbe stato letale.

Durante la comunicazione di ieri mattina, l’assessore alla Salute ha parlato inoltre della resistenza del batterio agli antibiotici riportando dati sconcertanti. La Saccardi ha riferito, riporta la redazione de Il Messaggero, che il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) avrebbe stimato che nel corso del 2015 nei Paesi dell’Unione Europea si sarebbero verificati più di 670.000 casi di infezioni da germi antibiotico-resistenti. I batteri come il New Delhi, sarebbero quindi tra i batteri multiresistenti più ostici perché presentano una resistenza alla maggior parte degli antibiotici ed hanno la capacità di diffondersi rapidamente all’interno delle strutture ospedaliere, aumentando il tasso di mortalità.

L’assessore, però, ha voluto rassicurare i propri corregionali, dichiarando che la psicosi creatasi attorno al New Delhi non avrebbe ragion d’essere: “I comuni cittadini non corrono nessun rischio nel nostro territorio. La Klebsiella (il batterio che crea il meccanismo di resistenza agli antibiotici, ossia il meccanismo New Delhi ndr) è un batterio che vive comunemente nell’intestino dell’uomo ed è un cosiddetto patogeno opportunista, cioè un microrganismo che non infetta, a meno che non siano presenti condizioni particolari, come un abbassamento delle difese immunitarie. Non devono – riporta Il Messaggeroessere messe in atto strategie specifiche per la prevenzione dello sviluppo di batteri Ndm se non le comuni regole igieniche della vita quotidiana e l’uso corretto degli antibiotici“.

L’assessore Stefania Saccardi, riporta Il Messaggero, ha poi precisato che la Regione è intervenuta tempestivamente: “Il sistema di monitoraggio delle resistenze antibiotiche in Regione Toscana (rete Smart: Sorveglianza microbiologica e dell’antibioticoresistenza Rete Toscana) è attivo da anni ed è considerato tra i più performanti, e la Toscana è identificata come una delle tre regioni (con Campania ed Emilia-Romagna) ad aver attivato da alcuni anni un proprio sistema di sorveglianza dell’antibiotico-resistenza che coinvolge tutti – ha proseguito l’assessore alla Salute- o una elevata percentuale dei laboratori ospedalieri e dunque capace di fornire dati di popolazione utili a promuovere il monitoraggio e azioni di contrasto a livello locale“. Proprio in virtù di tale sistema la Regione sarebbe riuscita a fronteggiare l’emergenza, informando immediatamente il Ministero ed costituendo un’unità di crisi regionale di cui fanno parte numerosi esperti in materia. Sarebbe stato creato, inoltre, riporta Il Messaggero, un database regionale per i casi di Ndm (New Delhi Metallo-beta-lactamase).

La concentrazione di casi nell’Area vasta Nord Ovest – avrebbe dichiarato l’assessore Stefania Saccardi, riporta Il Messaggerocorrisponde all’andamento tipico di questo tipo di infezioni, che si diffondono a partire da un’area geografica. Casi di Ndm, in minor numero, sono presenti anche in altri ospedali della Toscana, così come in molti ospedali del resto d’Italia”. In relazione ai decessi, invece, la Saccardi avrebbe riferito che non sarebbe possibile definirne con esattezza la correlazione con l’infezione, perché questa non agisce da sola, bensì come concausa, inserendosi in quadri clinici di per sé precari e compromessi quindi stabile il decesso di un paziente esclusivamente all’infezione risulta alquanto complesso. Ad oggi, riporta Il Messaggero, tra il novembre 2018 ed il 22 settembre 2019, i batteri Ndm sono stati isolati nel sangue di 102 pazienti ed i casi sono risultati letali nel 37% dei pazienti con sepsi.

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