Valentino Rossi (Foto MotoGP)
Valentino Rossi (Foto MotoGP)

MotoGP | È il peggior Valentino Rossi di sempre: cosa sta succedendo al Dottore?

La classifica attuale recita una mestissima sesta posizione. Non è la peggiore della carriera, per Valentino Rossi, ma poco ci manca. L’unica stagione in cui fece peggio di così (oltre, ovviamente, a quella di debutto nel Motomondiale, quando arrivò nono in classe 125) fu quella del passaggio alla Ducati, quando chiuse settimo. Ma l’aspetto che più preoccupa non sono i freddi risultati, bensì la modalità con cui sono maturati.

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Quando Rossi vestiva di rosso c’erano tutti i motivi del caso per attribuire alle carenze tecniche della Desmosedici di allora le sue deludenti prestazioni. Oggi, invece, di alibi del genere il Dottore non può più invocarne legittimamente. È vero che la Yamaha ha perso terreno rispetto alle dirette rivali ed è altrettanto vero che le ultime evoluzioni (il doppio scarico e il forcellone in carbonio) rappresentano un promettente segnale di ripresa, ma non ancora un salto in avanti in grado di fare la differenza.

Valentino Rossi non è più il migliore dei piloti Yamaha

Eppure il confronto tra il nove volte iridato e i suoi compagni di marca è impietoso. Prendiamo l’ultima uscita, ad Aragon: un anno fa Vale arrivò ottavo su quella pista, ma migliore dei piloti Yamaha; stavolta è arrivato sempre ottavo, ma peggiore tra i suoi (eccezion fatta per lo sfortunato Franco Morbidelli che non è riuscito ad arrivare nemmeno in fondo al primo giro). Per la prima volta nella sua vita agonistica, il fenomeno di Tavullia finisce sul banco degli imputati non per i suoi piazzamenti, ma proprio per la mancanza di velocità. Nella graduatoria generale che citavamo all’inizio, Valentino Rossi ha già dieci punti di ritardo dal suo compagno di squadra Maverick Vinales e rischia di essere superato anche dal satellite Fabio Quartararo, che è staccato da lui di sole quattordici lunghezze.

Qualcosa non funziona, dunque, dalle parti del numero 46. Ma è impossibile pensare che si tratti della sua età, della mancanza di allenamento o di motivazione o addirittura di una presunta scomparsa del suo talento o della sua classe indiscutibili: Valentino è sempre lo stesso che, a quarant’anni già compiuti, saliva sul podio in Argentina e ad Austin e conquistava la seconda casella della griglia di partenza appena un mese fa a Silverstone. Dunque i problemi vanno ricercati da qualche altra parte, e nello specifico riguardo l’assetto, che non soltanto non lo mette in condizione di sfruttare al meglio le gomme Michelin, ma addirittura le distrugge: ad Aragon, sulla moto di Vinales il calo dello pneumatico posteriore che affligge le M1 si è manifestato a cinque giri dalla fine, su quella di Rossi dopo cinque giri dalla partenza.

Questione di assetti

È dunque nella collaborazione tra pilota e suo staff tecnico ai box che va ricercata la ragione del suo inceppamento attuale. La ricerca ossessiva del dettaglio, il lavoro di fino è sempre stato il punto di forza del campionissimo italiano, che lo metteva in condizione di fare spesso il salto di qualità tra warm up e gara. Oggi questa costante rivoluzione della messa a punto sembra essersi trasformata in un handicap, mentre in Yamaha i risultati migliori li ottengono quei piloti che toccano poco la moto e adattano molto il proprio stile di guida. Su questo punto, probabilmente, dovrebbe riflettere Valentino Rossi, se vuole regalarci e regalarsi altre soddisfazioni nel prossimo futuro. Sempre che, nel frattempo, non decida di averne avuto abbastanza.

Fabrizio Corgnati