Morte Maria Sestina Arcuri, svolta nel caso: scatta l’arresto per Andrea Landolfi

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Maria Sestina Arcuri
Maria Sestina Arcuri (foto dal web)

È stato respinto dalla Corte di Cassazione il ricorso della di difesa di Andrea Landolfi, accusato dell’omicidio dell’ex fidanzata Maria Sestina Arcuri, per cui è scattato l’arresto.

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, avverso la decisione del Riesame, che era stato presentato dalla difesa di Andrea Landolfi, accusato dell’omicidio dell’ex fidanzata Maria Sestina Arcuri, la parrucchiera 26enne deceduta a nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019 a Ronciglione (Viterbo). I giudici della Suprema Corte si sono espressi oggi, mercoledì 25 settembre, facendo scattare un’ordinanza d’arresto e di custodia cautelare in carcere nei confronti del ragazzo 30enne.

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Caso Maria Sestina Arcuri, la Cassazione respinge il ricorso di Andrea Landolfi: scatta l’arresto

Dopo cinque ore di camera di consiglio, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della difesa di Andrea Landolfi presentato dall’avvocato Luca Cococcia che si era opposto all’ordinanza di arresto nei confronti del 30enne accusato dell’omicidio dell’ex fidanzata Maria Sestina Arcuri. Dopo la decisione dei giudici con l’ermellino è scattata, dunque, l’ordinanza d’arresto e di custodia cautelare in carcere per Landolfi che, come riportato dalla redazione di Fanpage, è ritenuto dalla Procura di Viterbo e dal Tribunale del Riesame responsabile della morte della parrucchiera 26enne deceduta all’ospedale di Belcolle nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019 dopo una caduta dalle scale in casa della nonna del 30enne Ronciglione (Viterbo). L’uomo agli inquirenti aveva raccontato che insieme all’ex fidanzata quella tragica notte sarebbero rientrati a casa all’una di notte dopo aver trascorso la serata in un pub bevendo un po’ troppo. A casa della nonna, secondo il racconto dell’uomo, i due sarebbero caduti insieme dalle scale e poi sarebbero andati a dormire, ma nel corso della notte Maria Sestina avrebbe lamentato dei dolori che hanno fatto scattare l’inutile corsa all’ospedale, dove la ragazza è morta. Secondo i giudici, però, sarebbe stato Landolfi a lanciare la ragazza dalle scale e adesso, dopo la decisione della Cassazione, per il 30enne sono scattate le manette. La richiesta di arresto era stata effettuata già a marzo dalla Procura, ma rigettata dal gip ed in seguito accolta dal Tribunale del riesame, decisione contro cui era stato presentato ricorso in Cassazione dalla difesa di Landolfi, che aveva ritenuto illegittimo l’interrogatorio del figlio di 5 anni del 30enne, il quale avrebbe descritto l’accaduto agli investigatori mimando la scena con un peluche di Topo Gigio inchiodando il padre.

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