Guai ambientalisti per il circuito di Zandvoort: la F1 salta?

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(©Getty Images)

F1 | Guai ambientalisti per il circuito di Zandvoort: la F1 salta?

La storia d’amore tra la massima serie a ruote scoperte e l’Olanda potrebbe già aver trovato un ostacolo. In barba alle migliaia di fan di Max Verstappen che stanno invadendo tutti i circuiti del mondo con il loro colore arancione, la gara che è stata fissata per il prossimo 3 maggio sarebbe in procinto di saltare nonostante il tutto esaurito già registrato, ma soprattutto malgrado la richiesta di un milione di biglietti da parte degli appassionati. I fronti contro cui gli organizzatori starebbero combattendo sono molteplici.

Il primo punto e forse quello più importante è che la municipalità di Zanvoort, nel report dello scorso agosto avrebbe denunciato una possibile mancanza di fondi necessari per rendere il weekend fattibile.

Successivamente è emerso un problema di tipo ambientale. L’eccessiva presenza di emissioni di ossido d’azoto dovute ai tanti cantieri attualmente attivi sul territorio.

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Dal canto suo il ministro dello sport Bruno Bruins ha espresso il suo pieno supporto al ritorno del Circus. Tuttavia, a quanto pare, la scorsa settimana un gruppo di ambientalisti avrebbe consegnato un dossier alla corte di Haarlem contro i lavori necessari per ammodernare la struttura (tunnel, strade e tribune).E non è finita qui. Secondo quanto riferito dal quotidiano De Limburger, un altro gruppo di opposizione ovvero “Mobilitazione per l’Ambiente”, avrebbe sostenuto che Zandvoort non sarebbe in possesso del permesso ambientale utile, scaduto nel 2006. Oltre a ciò almeno altri 5 comitati si sarebbero schierati contro la gara avviando un’azione legale.

Perché tanta opposizione? La risposta è semplice, la pista si trova in un’area protetta attorniata da dune di sabbia.

Come andrà a fine è ancora tutta da vedere, di certo come ha affermato l’avvocato esperto in questioni di rispetto dell’ambiente Sander Lely: “La vicenda porterà a pesanti ritardi nell’organizzazione della corsa“.

Chiara Rainis