Tumore al seno: è possibile contrastarlo senza la chemioterapia

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Medico
(Getty Images)

Secondo uno studio, il 65% dei pazienti affetti da tumore al seno possono evitare il regime di chemioterapia affidandosi a nuove cure.

Potrebbe essere una scoperta molto utile per la medicina quella fatta da uno studio; una meta-analisi di oltre 100 studi coordinata dall’Università Federico II di Napoli. Lo studio, pubblicato sulla rivista Lancet Oncology, edizione specialistica facente parte della rivista scientifica britannica The Lancet, ha incluso oltre 50mila pazienti dimostrando per la prima volta che la combinazione di ormonoterapia e dei nuovi farmaci a bersaglio molecolare è più efficace del regime di chemio per quanto riguarda la lotta contro il tumore al seno.

Tumore al seno: uno studio dimostra che i pazienti affetti possono evitare la chemioterapia

Le donne affette dal tumore al seno potrebbero evitare il regime di chemioterapia durante le cure. A dimostrare tale circostanza, secondo quanto riporta l’Ansa, è stata una meta-analisi di 140 studi coordinata dall’Università Federico II di Napoli e pubblicata all’interno della rivista specialistica Lancet Oncology, periodico della rivista britannica The Lancet, considerata tra le prime cinque riviste mediche internazionali. Nello specifico, secondo l’analisi che ha compreso 50.029 pazienti si è dimostrato per la prima volta, come riporta l’Ansa, che nessun regime di chemio è più efficace della combinazione di ormonoterapia e nuove terapie a bersaglio molecolare. Lo studio, frutto di una collaborazione internazionale e coordinato da Mario Giuliano dell’Università Federico II di Napoli e da Daniele Generali dell’Università di Trieste, ha incluso al suo interno diverse ricerche pubblicate nel periodo compreso tra il gennaio 2000 e dicembre 2017 e riguarda le pazienti affetto tumore al seno metastatico positivo per i recettori ormonali, ovvero il 65% dei casi. In Italia le donne affette da questo tipo di tumore sono circa 24mila ed adesso potrebbero essere curate con questa nuova terapia che non prevede chemio. In merito Lucia Del Mastro, responsabile della Breast Unit dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova, ha spiegato: “Si è evidenziato dunque che le terapie mirate -riporta l’Ansasono efficaci in prima linea, ovvero come primo trattamento, e che la qualità di vita migliora. Questa analisi è molto importante perché, per la prima volta, pone a confronto, in prima e seconda linea, l’efficacia dei regimi oggi disponibili di chemioterapia e ormonoterapia, con o senza terapie mirate. E conferma quanto stabilito dalle linee guida internazionali, che raccomandano, anche in prima linea, l’impiego dell’ormonoterapia posticipando l’uso della chemioterapia in queste pazienti“. La dottoressa Del Mastro aggiungendo che una terapia simile prevede una minore tossicità ha concluso ai microfoni dell’Ansa: “Ci auguriamo che l’analisi pubblicata su The Lancet Oncology possa cambiare la tendenza. Le nuove opzioni terapeutiche, infatti, garantiscono quantità e qualità di vita elevata“.

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