Carabinieri hiv messina
Carabinieri (foto dal web)

È stato aperto dalla Procura di Pistoia un fascicolo per istigazione al suicidio in merito al gesto della studentessa 20enne che si è tolta la vita venerdì scorso a Monsummano Terme.

La Procura della Repubblica di Pistoia ha aperto un fascicolo d’indagine per istigazione al suicidio in merito alla tragedia consumatasi venerdì scorso, 20 settembre, a Monsummano Terme, dove una studentessa di 20 anni si è tolta la vita gettandosi dal quarto piano dell’abitazione dei genitori. La 20enne, figlia di immigrati che da tempo risiedono in Toscana, studiava a Roma e durante una visita ai genitori ha deciso di togliersi la vita. Dalle indagini degli inquirenti che si sono occupati del caso è emerso che la ragazza si era rivolta ai carabinieri ad agosto per delle presunte foto che le avevano rubato dal cellulare, circostanza che non aveva trovato sviluppi anche se, secondo quanto riferito dai genitori della vittima, la studentessa era tornata per denunciare alcuni “atti di bullismo” da parte di suoi colleghi all’università.

Ragazza si toglie la vita gettandosi dal quarto piano: aperta inchiesta per istigazione al suicidio

Emergono nuovi dettagli in merito al suicidio della studentessa 20enne che venerdì scorso si è tolta la vita lanciandosi dalla finestra dell’abitazione dei genitori a Monsummano Terme (Pistoia). La ragazza era rientrata da Roma, dove studiava all’Università Luiss, per far visita ai genitori, ma nel pomeriggio di venerdì ha deciso di togliersi la vita gettandosi dal quarto piano. A fare la terribile scoperta la sorella della vittima che ha chiamato i soccorsi, i quali giunti sul posto non hanno potuto far nulla per la 20enne deceduta sul colpo. Adesso, come riportato dalla redazione di Tgcom24, la Procura della Repubblica di Pistoia ha aperto un fascicolo d’indagine con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio. Dietro al gesto della ragazza potrebbe esserci uno stato di profondo disagio scaturito nell’ambiente universitario, dove secondo quanto affermato dai familiari, la giovane era stata presa di mira. La ragazza, come riporta Tgcom24 si era rivolta ai carabinieri nel mese di agosto perché un amico le aveva riferito che alcune sue foto hard, che le sarebbero state rubate dal cellulare, giravano in rete. La circostanza non aveva trovato riscontro, ma come spiegato dalla madre la 20enne proprio nel pomeriggio della tragedia aveva appuntamento con i carabinieri per denunciare alcuni “atti di bullismo” da parte di suoi compagni di studi. “Avevamo pranzato tutti insieme -spiega la madre- era tranquilla e si era preparata per andare, alle 15, a fare denuncia dai carabinieri“. Al vaglio degli investigatori adesso ci sono il computer ed il cellulare della giovane dove si cercano maggiori dettagli su quanto accaduto.

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