MotoGP, Lorenzo non è finito: può risorgere e vincere ancora

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Jorge Lorenzo MotoGP
Jorge Lorenzo (Getty Images)

Jorge Lorenzo sta vivendo la sua peggiore stagione di sempre da quando corre nel Motomondiale. Immerso tra problemi fisici e difficoltà di natura tecnica, il pilota maiorchino non sta riuscendo a ottenere i risultati che auspicava.

Nessuno si immaginava che il suo campionato MotoGP 2019 prendesse una piega così negativa. C’era la consapevolezza che al cinque volte campione del mondo sarebbe servito del tempo per adattarsi ad un mezzo difficile come la Honda RC213V, vincente solo con Marc Marquez. Tuttavia, c’era anche il pensiero che col tempo sarebbe riuscito a fare dei risultati positivi. Invece, finora Lorenzo non è mai riuscito a conquistare un piazzamento in top 10 in gara ed è ormai un habitué della Q1 delle Qualifiche, non riuscendo mai a qualificarsi per la Q2.

MotoGP, per Lorenzo un 2019 condizionato dagli infortuni

Ma nel valutare la stagione di Lorenzo è doveroso ricordare i problemi fisici che lo hanno condizionato fin dall’inverno. I diversi infortuni riportati hanno pesantemente influenzato il suo 2019. A gennaio frattura dello scafoide della mano sinistra in motocross e primo test a Sepang saltato. Per un pilota che deve adattarsi ad una nuova moto non è certo l’ideale. Un inizio con handicap, dunque, per Jorge.

Nel primo GP in Qatar frattura della prima costola destra dopo una caduta nelle prove libere. Ad Assen in FP1 altra scivolata e frattura della sesta vertebra dorsale. Oltre a saltare l’appuntamento nei Paesi Bassi, ha dato forfait anche nei tre successivi (Sachsenring, Brno e Spielberg). E’ rientrato a Silverstone, ma non al 100% e i guai fisici si sono fatti sentire pure a Misano e Aragon. Anche se in quest’ultimo appuntamento Lorenzo ha ammesso che erano più i problemi di guida che quelli fisici a condizionarlo.

In ogni caso, è evidente che gli infortuni patiti da Jorge non possano essere ignorati quando si giudica la sua annata. C’è chi già si lascia andare a sentenze quali “E’ finito”, “Non sa più guidare”, “Deve ritirarsi” eccetera. Ma bisogna analizzare le cose in maniera completa e non superficiale. Lorenzo non ha dimenticato come si guida, un anno fa con la Ducati era riuscito a diventare molto competitivo prima dell’infortunio di Aragon. Dargli del “bollito” è qualcosa di gratuito e che un cinque volte campione del mondo non merita.

MotoGP, Jorge deve tornare in Yamaha per risorgere?

Sicuramente a causa delle cadute avute durante l’anno adesso per il maiorchino non è semplice avere fiducia in sella alla sua Honda. Guida in modo prudente per evitare nuove scivolate e dunque potenziali nuovi infortuni. Correndo in questo modo ovviamente non è veloce. La RC213V richiede una guida fisica e aggressiva, uno stile che non appartiene a Jorge.

Il 32enne di Palma de Maiorca deve fare il possibile per adattarsi alla sua moto, però affinché le cose cambino drasticamente nel 2020 sarà anche necessario che Honda gli vada incontro. Altrimenti sarà un altro anno complicato e i risultati pesanti arriveranno solamente da Marquez. La casa di Tokio sa che, in ogni caso, la moto va resa più guidabile perché tutti i piloti tranne Marc faticano. Anche perché il fenomeno di Cervera potrebbe valutare altre offerte in ottica 2021 e dunque la RC213V deve diventare più “amica” dei piloti.

E a proposito di 2021, anche Lorenzo stesso potrebbe lasciare la Honda se l’anno prossimo le cose non dovessero andare bene. Nonostante alcune sirene Ducati di questo 2019, la soluzione ideale per lui potrebbe essere quella di tornare in Yamaha. La M1 è sempre stata la moto più facile da guidare in MotoGP e risalendo su di essa Jorge potrebbe ritrovare le sensazioni dei giorni migliori.

Probabilmente è presto per fare queste valutazioni, essendoci ancora un 2019 da concludere e un campionato 2020 tutto da vivere, però siamo certi che più di un pensiero sul ritorno in Yamaha passerà per la testa al cinque volte campione del mondo. Un campione, appunto, e non un pilota finito…

 

Matteo Bellan