Marc Marquez e Valentino Rossi (Foto Gepa pictures/Andreas Pranter/Red Bull)
Marc Marquez e Valentino Rossi (Foto Gepa pictures/Andreas Pranter/Red Bull)

MotoGP | Marquez punta i record di Valentino Rossi. Ma i numeri premiano il Dottore

L’investitura più importante a Marc Marquez è forse quella che gli è giunta proprio dal suo rivale numero uno, Valentino Rossi: “Marquez può crescere ancora, non ha raggiunto il picco massimo”, ha ammesso qualche mese fa. “Guardando i numeri, Marquez può battere i miei record, ma non mi preoccupo: direi che la mia carriera è stata buona…”. Già, visto che il Cabroncito non sembra proprio avere rivali nel presente del Motomondiale, per azzardare un confronto, per mantenere viva una rivalità non c’è altra scelta che mettere a paragone i suoi risultati con quelli del passato.

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In Thailandia il campione catalano potrebbe chiudere i conti del sesto titolo iridato in MotoGP, pareggiando i conti con quelli conquistati dal Dottore (a cui se ne aggiunge però uno nella vecchia classe 500). In totale sarà l’ottavo campionato del mondo per il pilota della Honda, che dunque andando avanti così già l’anno prossimo potrà raggiungere quota nove, a pari merito con quelli di Valentino Rossi. Ma non è finita.

Se ci concentriamo sul computo delle vittorie, finora in classe regina Marquez ne ha ottenute 52 su 122 gare, in media più di due ogni cinque Gran Premi. Ammesso che riesca a proseguire di questo passo, dunque, il fuoriclasse di Cervera potrebbe scavalcare già a fine 2020 (una stagione che comprenderà ben 20 tappe) il mitico Angel Nieto e i suoi 90 successi, e nel 2023 lo stesso Vale, al momento fermo a 115. A quel punto potrebbe puntare ai primati assoluti di Giacomo Agostini, ai suoi 122 trionfi e ai quindici titoli mondiali.

Ai bei tempi era più forte Valentino Rossi

Pensando alla sua attuale superiorità schiacciante, nessun traguardo sembra realmente fuori portata per Marc Marquez nel futuro. Ma se guardiamo a ieri, il duello a distanza continua invece ad essere vinto da Valentino Rossi. Marquez, infatti, ha appena raggiunto il suo duecentesimo Gran Premio in carriera, proprio ad Aragon, con un bottino di sette Mondiali, 78 vittorie, 129 podi, 89 pole position e 69 giri più veloci. Se torniamo indietro a quando il fenomeno di Tavullia corse il GP numero 200 (a Donington 2008), all’epoca anche lui aveva sette titoli all’attivo, ma ben 91 vittorie, 144 podi, 51 pole e 74 giri più veloci. Insomma, eccezion fatta per le qualifiche, che non sono mai state la specialità di casa Rossi, a parità di corse disputate tutti gli altri numeri pendono a favore di Vale.

In compenso, c’è un aspetto sul quale il Marcziano continua a non avere rivali, ed è quello della precocità: lui ha raggiunto quota 200 GP ad appena 26 anni e 7 mesi, mentre il numero 46 ci è riuscito solamente a 29 anni e 4 mesi. E oggi si avvia alla gara numero 400, che vivrà in Australia. Decisamente un’altra generazione.