La madre di Arisa nei guai: indagata per una truffa all’Inps – VIDEO

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Assunta Santarsiero, la madre della cantante Arisa, è finita tra gli indagati nell’inchiesta sui presunti falsi invalidi avviata dalla Procura della Repubblica di Potenza.

La mamma della celebre cantante Arisa sarebbe finita nei guai. La donna, Assunta Santarsiero di 62 anni, sarebbe tra le gli indagati di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza, su alcuni falsi invalidi. A dare la notizia è stata la trasmissione Mediaset Mattino Cinque durante la puntata andata in onda questa mattina, martedì 24 settembre. La madre della cantante lucana avrebbe truffato l’Inps per una somma di 24mila euro percependo da circa due anni un’indennità di accompagnamento di 805 euro al mese.

La madre di Arisa indagata: avrebbe truffato l’Inps per migliaia di euro percependo l’invalidità

Assunta Santarsiero, la madre della cantante Arisa, è finita tra gli indagati di un’inchiesta su falsi invalidi condotta dalla Polizia e coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza che ha fatto emergere compravendite di falsi certificati medici e attestati di invalidità. A dare la notizia è stata la trasmissione in onda su Canale 5 Mattino Cinque nel corso della puntata di stamane, martedì 24 settembre.  La 62enne residente a Pignola, in provincia del capoluogo lucano, come riportato dalla redazione di Fanpage avrebbe percepito dal 2017 un’indennità di accompagnamento di 805 euro al mese dopo essersi presentata ad una visita davanti ad un medico nominato dal tribunale sulla sedia a rotelle ed affermando di non essere più in grado di camminare. La donna avrebbe, dunque, truffato l’Inps per un totale di 24mila euro e sarebbe stata indagata a piede libero. La Santarsiero, ripresa dalle immagini diffuse dalla Questura mentre è intenta a curare il giardino, ha spiegato a Mattino Cinque di essere affetta da un tumore: “Sto combattendo contro la ‘bestia’“. Gli investigatori, però, non hanno trovato un collegamento che possa giustificare l’indennità percepita dalla 62enne tra la malattia e l’invalidità che, invece, come scrive Fanpage, sarebbe stata ottenuta grazie all’aiuto di un avvocato e di un intermediario. Nell’operazione denominata “Il canto delle sirene” sono finiti una catena di professionisti che istruivano le pratiche e le presunte invalidità, come riporta Fanpage, passavano grazie all’aiuto di medici compiacenti pagati fino a mille euro per le certificazioni e grazie ai legali. Secondo gli inquirenti si sarebbe creato un “sodalizio criminale composto da faccendieri, medici e avvocati potentini finalizzato al compimento di truffe seriali ai danni dell’Inps che hanno causato all’ente un danno di alcune centinaia di migliaia di euro, tuttavia ancora da quantificare esattamente“. “Ogni appartenente all’associazione -scrivono i giudici- si è occupato di un preciso segmento della condotta criminale volta all’indebita erogazione da parte dell’Inps della pensione di invalidità e dell’indennità di accompagnamento. Alcuni degli indagati si occupavano di reclutare persone anziane intenzionate ad avviare l’iter per il riconoscimento della pensione nonostante mancassero i necessari presupposti, altri provvedevano a creare la falsa documentazione sanitaria e altri ancora a seguire i contenzioni con l’Inps fornendo anche assistenza legale nel caso di diniego della domanda“.

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