Ora la Ferrari è davvero rinata: cosa può sperare negli ultimi sei GP

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La Ferrari festeggia la doppietta nel Gran Premio di Singapore 2019 di F1 (Foto Ferrari)
La Ferrari festeggia la doppietta nel Gran Premio di Singapore 2019 di F1 (Foto Ferrari)

F1 | Ora la Ferrari è davvero rinata: cosa può sperare negli ultimi sei GP

Già il semplice numero delle vittorie consecutive, di per sé, è un dato che ha del clamoroso: tre successi di fila, in casa Ferrari, non si erano mai visti nell’era turbo-ibrida della Formula 1. Per rivedere una striscia positiva così lunga bisogna risalire al 2008, quando i trionfi furono quattro, firmati da Kimi Raikkonen e Felipe Massa. Ma è soprattutto la natura di questi risultati a infondere grande ottimismo a Maranello.

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Se i primi due a Spa e Monza erano tutto sommato attesi, dal momento che si trattava di piste superveloci, fatte apposta per esaltare la superpotenza del motore della Rossa, quella di Singapore ha raccontato tutta un’altra storia. Il circuito cittadino di Marina Bay era infatti una pista lenta e tortuosa, da alto carico aerodinamico. Proprio come quella di Budapest, che aveva esposto tutti i limiti congeniti della SF90 con la sconcertante debacle che risale a prima delle ferie estive.

Finalmente veloce anche sul misto

Eppure, mentre in Ungheria le due Ferrari si erano beccate rispettivamente 61 e 65 secondi di distacco dalla Mercedes, a Singapore hanno invece dominato portando a casa una doppietta. Cosa è cambiato nel frattempo? Intanto la configurazione aerodinamica della monoposto, aggiornata con un pacchetto specifico di novità alle ali e al fondo vettura, che ha ridotto nettamente il ritardo dalla Freccia d’argento sulle curve guidate. Il resto ce lo hanno messo gli uomini: un Sebastian Vettel finalmente grintoso e impeccabile, un Charles Leclerc che ha mostrato tutta la sua voglia di vincere con la rabbia per il secondo posto, un muretto box che ha coronato la gara con la perfetta strategia anti-Hamilton.

Insomma, la Ferrari rientra dalla prima trasferta asiatica con una rinnovata convinzione nei propri mezzi: la rivoluzione del team principal Mattia Binotto ha funzionato e adesso il Cavallino rampante può realisticamente puntare alla vittoria su ogni pista, non soltanto su quelle amiche. A partire da quella di Sochi, che in questo fine settimana ospiterà il Gran Premio di Russia. Un feudo della Mercedes, che ci ha sempre vinto da quando questa tappa è entrata in calendario, nel 2014. Ma soprattutto un tracciato che alterna al lunghissimo rettilineo di 800 metri dove la Rossa potrà scatenare la sua velocità di punta anche un terzo intertempo fatto tutto di curve lente.

Ferrari più adattabile ai diversi circuiti

Un circuito in teoria non particolarmente favorevole alla Scuderia, avremmo detto fino alla scorsa settimana. Ma la doppietta di Singapore ha fatto saltare tutte queste considerazioni, riproponendo prepotentemente la Ferrari come seria contendente al gradino più alto del podio anche sul Mar Nero. Questa gara, insomma, ci darà qualche elemento in più per capire gli effettivi valori in campo: se il team italiano è davvero risorto e se la sua macchina è diventata quella da battere. Poi arriveranno altri Gran Premi: quello del Giappone (un altro dove la Mercedes ha sempre vinto indisturbata nell’era turbo-ibrida), quello di Austin (dove invece un anno fa vinse la Ferrari con Raikkonen), quelli del Messico, del Brasile e di Abu Dhabi (dove il quadro si preannuncia molto più incerto e aperto a vari esiti).

Ma ora può succedere davvero di tutto, si può credere in una Ferrari capace di giocarsela sempre, in tutti e sei gli appuntamenti che mancano alla fine del campionato del mondo. L’obiettivo per finire la stagione con il piede giusto dev’essere quello di portare a casa più vittorie possibili. E poi sperare.