La tv pirata non si arrende dopo la maxi operazione: tramite WhatsApp torna la pay tv illegale

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Telecamera calcio
(Getty Images)

Nonostante la maxi operazione delle forze dell’ordine contro la pirateria televisiva, il cosiddetto “pezzotto”, la pay tv illegale, è tornato visibile agli utenti dopo soli pochi giorni.

Nei giorni scorsi un’operazione della Guardia di finanza aveva inferto un duro colpo al giro della pirateria televisiva oscurando e sequestrando Xtream Codes, una Iptv che consentiva agli utenti di vedere le pay tv in maniera illegale pagando cifre ridotte rispetto ai classici abbonamenti. Secondo le stime delle forze dell’ordine, in Italia ad utilizzare quello che in gergo è stato ribattezzato come “pezzotto” erano 5 milioni di persone, di cui 700mila utenti collegati al momento delle perquisizioni. Nonostante la vasta operazione di giovedì che sembrava poter aver dato fine ad un fenomeno largamente diffuso nel nostro paese, come riportato dalla redazione de Il Mattino, il “pezzotto” è tornato online.

La tv pirata colpisce ancora: il “pezzotto” torna online poche giorni dopo la maxi operazione “Eclissi”

È durato solo pochi giorni lo switch-off delle tv pirata che giovedì scorso erano state oscurate dopo una vasta operazione della Guardia di Finanza in collaborazione con la polizia postale denominata “Eclissi“. Per far ripartire la visione dei canali illegali trasmessi attraverso quello che in gergo viene chiamato il “pezzotto“, ovvero un decoder legale in grado di trasmettere, attraverso dei codici illegali, i canali delle pay tv a pagamento ad un prezzo di molto inferiore rispetto al costo del classico abbonamento, è bastato un semplice messaggio su WhatsApp. Dopo l’operazione di giovedì, difatti, i gestori della pay tv illegale hanno dovuto solo rinviare ai propri utenti un codice da inserire all’interno della propria lista canali per far ripartire la visione. Il responsabile di “iTrustStream” nei giorni scorsi aveva già diffuso un video su Youtube rassicurando i suoi utenti e spiegando che le informazioni erano tutte contenute in cloud criptato. Come riporta Il Mattino, dunque, gli utenti hanno potuto nuovamente godersi il weekend sportivo in maniera illegale guardando le gare di Serie A ed il Gran Premio di Singapore, rischiando pene molto alte. Chi usufruisce di tali contenuti, difatti, rischia una multa da 2.582,29 a 25.822,26 euro e da 6 mesi a 6 anni di reclusione.

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