Strage di Erba, colpo di scena: incredibile rivelazione di Azouz Marzouk

0
12460
strage di erba
Rosa Bazzi ed Olindo Romano (foto dal web)

Azouz Marzouk ha rilasciato ai microfoni di Radio Cusano Campus una lunga dichiarazione all’esito della decisione della Corte di Cassazione di effettuare ulteriori accertamenti sulla Strage di Erba.

Azouz Marzouk ha rilasciato ai microfoni di Radio Cusano Campus una lunga dichiarazione: l’uomo si è detto convinto che i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo per la strage di Erba, siano innocenti e che lui conosce chi siano i veri autori dell’efferato delitto. L’uomo di origine tunisine ha dichiarato di aver costituito un team di esperti che scenderanno in campo quando la Corte d’Assise di Como instaurerà il processo per effettuare nuovi ed ulteriori accertamenti sulla strage.

Strage di Erba, Azouz Marzouk: “All’ergastolo ci sono due innocenti

Azouz Marzouk ha deciso di rilasciare una lunga dichiarazione ai microfoni di Radio Cusano Campus: dalle sue parole è emersa la sua ferma convinzione che la strage in cui hanno perso la vita quattro persone, tra cui sua moglie Raffaella Castagna e suo figlio Youssef, non sia stata opera dei coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannanti all’ergastolo. Per l’uomo, da poco rientrato in Italia, i veri assassini sarebbero altri, ma in ordine alla loro identità ne parlerà solo in aula. Per quando la Corte d’Assise di Como riaprirà il processo Marzouk ha deciso di mettere insieme una squadra di esperti che a suo avviso faranno luce su quanto realmente accaduto.

Sono voluto tornare in Italia per cercare la verità, per cercare di vincere un’altra battaglia. Ho voluto creare questo team di esperti e consulenti per far chiarezza sulla strage di Erba e avere l’opportunità di poter riaprire questo caso pieno di dubbi e lati oscuri. È giusto che si facciano nuove indagini: ecco perché – avrebbe dichiarato Marzouk durante il programma radiofonico La Storia Oscura, su Radio Cusano Campusho chiesto loro di approfondire tutte le piste alternative che all’epoca non furono seguite, anzi furono proprio ignorate“. Azouz Marzouk, il quale venne indicato quale primo responsabile della strage, poi scagionato avendo un alibi di ferro (si trovava in Tunisia quando avvenne il delitto), aveva sin da subito puntato il dito contro i coniugi Romano, ma inspiegabilmente dopo tempo si era ricreduto ritenendo impossibile che fossero stati loro a compiere l’efferato crimine. “Io ho una mia idea su chi siano i veri assassini, ma lo dirò solo nelle sedi opportune. Quando me lo chiederanno, quando verrò ascoltato come ho chiesto, sicuramente lo dirò; ho presentato – prosegue l’uomo nell’intervista- una richiesta ben precisa tramite il mio avvocato. E sarò presente anche all’udienza pubblica che la Corte d’Assise di Como dovrebbe fissare a breve come chiesto dalla Cassazione. Perché credo che ci sia del dolo nei tanti errori commessi sia durante le prime indagini, che durante i vari gradi di giudizio. E tutte le strane cose accadute negli ultimi tempi confermano questo mio pensiero“. Marzouk vira su un argomento entrato di recente nell’occhio del ciclone, soprattutto a seguito del servizio sulla strage mandato in onda dal programma Le Iene: le indagini condotte in maniera atipica, quelle prove che non sarebbero state valutate e quelle confessioni che sembravano veicolate. “Non può essere un caso che alcuni reperti importanti trovati sulla scena del crimine siano stati inopinatamente bruciati proprio nel giorno in cui la Corte di Cassazione era chiamata a pronunciarsi. Ma – dice Marzouk a Radio Cusano Campus- ci sono troppi lati oscuri: se tre indizi fanno una prova, in questo caso gli indizi sono più di tre. E la conferma sta nel fatto che tutti noi indagati fummo catechizzati per indirizzare le indagini in un certo modo contro Olindo e Rosa. E tutto questo – prosegue l’uomo- è stato fatto prima dei processi, niente è stato fatto dopo: è stato tutto preparato. Inoltre, ricordo bene che ai difensori dei coniugi Romano fu impedito di fare ulteriori accertamenti“. Dichiarazioni pesanti quelle del tunisino che qualora non fossero frutto soltanto di un suo convincimento porterebbero alla riapertura del caso di un atroce delitto per il quale ben due persone stanno scontando la pena dell’ergastolo. “Basta leggere bene le carte dei processi per capire che all’ergastolo ci sono due innocenti. Pertanto, mi auguro si possa arrivare a una revisione del processo grazie ai nuovi elementi e ai nuovi reperti acquisiti dalla difesa. Sicuramente il riconoscimento di un errore giudiziario farebbe onore alla giustizia italiana: sarebbe peggio se chiudessero ancora gli occhi e lasciassero così le cose. Riconoscere i propri errori – dice a margine della sua dichiarazione a Radio Cusano Campusè da signori non da deboli. Vorrei chiudere precisando che io non sto chiedendo di scarcerare Rosa e Olindo ma di fare finalmente chiarezza sui tanti lati oscuri di questa brutta storia”.

Leggi anche —> Strage di Erba, si riapre il caso: Cassazione accoglie il ricorso dei legali di Rosa e Olindo