Omicidio Elisa Pomarelli, Massimo Sebastiani: “Dovevamo custodire una busta”

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Coppia scomparsa
Elisa Pomarelli e Massimo Sebastiani (foto dal web)

Massimo Sebastiani, reo confesso dell’omicidio della giovane Elisa Pomarelli, ha deciso di svelare ogni particolare riguardante l’assassinio dell’amica rivelando al Gip Luca Milani ed al Pm Ornella Chicca l’esistenza di una misteriosa busta.

Massimo Sebastiani è stato arrestato lo scorso 7 settembre: dopo 13 giorni di fuga l’operaio 45enne è stato raggiunto dalle Forze dell’Ordine alle quali non ha opposto resistenza ed ha confessato l’omicidio della giovane Elisa Pomarelli, oltre a parlare dell’esistenza di una misteriosa busta. L’uomo, sottoposto alla misura cautelare della detenzione in carcere presso la casa circondariale Le Novate di Piacenza, ha confermato al Gip, durante l’interrogatorio per la convalida del fermo, quanto riferito agli inquirenti al momento del suo arresto, rivelando cosa sarebbe accaduto quel maledetto 25 agosto quando assassinò Elisa Pomarelli.

Omicidio Elisa Pomarelli, Massimo Sebastiani: svelata l’esistenza di una misteriosa busta

Sono trascorse ormai due settimane da quando Massimo Sebastiani è stato arrestato ed ha confessato l’omicidio della giovane amica Elisa Pomarelli. L’operaio 45enne in sede di interrogatorio per la convalida del fermo, avrebbe confermato al Gip Luca Milani ed al Pm Ornella Chicca quanto dichiarato agli inquirenti al momento del suo arresto avvenuto lo scorso 7 settembre. Il quotidiano Il Piacenza, ha riportato le parole del 45enne proferite dinnanzi ai magistrati.

Dopo un anno e mezzo che ci frequentavamo ricordo che durante una passeggiata alla Pietra Parcellara mi ha rivelato delle preferenze per le donne, dunque non ero io il problema per lei, ma mi ha assicurato che se avesse cambiato idea, sarei stato l’uomo con cui si sarebbe messa. Io avevo deciso di aspettarla. Nell’ultimo periodo – avrebbe detto Sebastiani, stando a quanto riporta Il Piacenzaavevo iniziato a frequentare altre donne ma con nessuna mi sentivo come con lei“.  L’operaio 45enne sin dall’inizio della propria dichiarazione lascia trasparire i primi segni di quell’ossessione che lui stesso aveva dichiarato di patire nei confronti della giovane amica Elisa. Sebastiani avrebbe proseguito dicendo al Gip: “Elisa mi è piaciuta subito. Nei tre anni ci siamo frequentati condividendo delle passioni come quella di restaurare Vespe per poi rivenderle o fare insieme piccoli lavori di campagna o nei boschi. Quello che riuscivamo a guadagnare – riporta Il Piacenzalo dividevamo, anche se io tra spese e tutto, quasi sempre ci perdevo ma ero contento perché vedevo che lei era felice. Ci vedevamo il martedì, il giovedì e nel fine settimana, spesso uscivamo a pranzo o a cena perché a lei non piaceva cucinare. Dopo le primissime volte, in casa mia non è più entrata“. I due stando a quanto riferito dal Sebastiani oltre che avere un rapporto di amicizia, avevano creato un’attività lavorativa, non eccessivamente remunerativa, ma che di certo permetteva all’uomo di passare più tempo possibile con l’amica.

Massimo Sebastiani, il movente dell’omicidio: “Ho capito che mi aveva preso in giro”

L’interrogatorio di Massimo Sebastiani prosegue e l’uomo racconta cosa e perché è accaduto quel maledetto 25 agosto: “Dopo il pranzo a Ciriano ci siamo diretti verso la mia abitazione – riporta il quotidiano Il Piacenzaperché Elisa aveva deciso che prima avremmo lavorato un po’ alla casetta e poi saremmo andati in Trebbia. Nel tragitto in auto lei mi ha parlato di una proposta che le era stata fatta la sera prima ad una festa a Sarmato, ovvero quella di custodire una busta in cambio di una somma di denaro“. Di tale busta, ad oggi, gli inquirenti non ne hanno rinvenuto alcuna traccia. L’uomo avrebbe proseguito dicendo: “Al momento non ho detto niente, ci siamo diretti verso il pollaio dove è entrata prima lei…da quella attività di occultamento della busta avremmo ricavato molti soldi. Lei poi ha aggiunto, guardandomi in faccia che forse non c’era più bisogno di vederci così spesso. Era molto seria in quel momento“. Sarebbe stato proprio questo il momento in cui in Massimo Sebastiani sarebbe scattata la furia omicida, in cui per un attimo dice l’uomo non avrebbe più capito nulla di ciò che stava accadendo: “Io – riporta Il Piacenzaper un attimo ho visto tutto buio, dopo aver avvertito una fitta all’altezza del cuore ed un calore che si propagava fino ai piedi. Ho capito in un secondo che lei mi aveva solo preso in giro e che adesso che aveva trovato il modo per guadagnare dei soldi non le servivo più“. Ai magistrati, poi, Massimo Sebastiani rivela l’esatta dinamica dell’omicidio: “L’ho afferrata con entrambe le mani per il collo e ho sentito cadere un’asse del pollaio, probabilmente perché la sua testa ha sbattuto contro una delle pareti. E’ caduta a terra – riporta la redazione de Il Piacenzae ho capito che era morta. Ho pensato cosa dovessi fare, se chiamare i soccorsi, ma io ero sconvolto e mi è solo venuto in mente di prendere una coperta, avvolgerla e portarla in braccio verso la macchina…Mi sono accorto che in macchina c’era il cellulare di Elisa, l’ho guardato per vedere che ora fosse e se non sbaglio mi si è aperto un messaggio di Whatsapp che ricordo parlava di uova ed era rivolto alla sorella“. Non sarebbe stato, secondo le parole dell’uomo, un gesto premeditato, ma frutto di un blackout causatogli dall’idea che la donna che tanto amava lo avesse usato e preso in giro. Un’ipotesi da scartare, quella della premeditazione, confermata anche dal Gip nella cui ordinanza di convalida del fermo si leggerebbe stando a quanto riportato da Il Piacenza: “Nessuna delle persone che avevano visto Pomarelli e Sebastiani in quella giornata aveva notato un clima di contrasto tra i due. Sebastiani sarebbe stato profondamente colpito dalle frasi di Elisa: in un eccesso di rabbia l’aveva strangolata. Le azioni compiute – riporta il quotidiano- dall’indagato nelle ore successive, nelle quali aveva cercati di elaborare una soluzione per nascondere il corpo della vittima, e al contempo, crearsi un alibi per depistare le indagini sulla sua scomparsa forniscono importanti elementi di conferma su quanto accaduto“.

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