La Mercedes in pista al Gran Premio di Singapore 2019 di F1 (Foto Wolfgang Wilhelm/Mercedes)
La Mercedes in pista al Gran Premio di Singapore 2019 di F1 (Foto Wolfgang Wilhelm/Mercedes)

F1 | Mercedes, ora il futuro in F1 è più incerto: tagliato il budget del team

Recita un vecchio adagio delle corse: arrivare in vetta è difficile, ma ancor più arduo è restarci. Lo sa bene la Mercedes, che pure è riuscita a monopolizzare incontrastata la Formula 1 negli ultimi sei anni. Gli avversari, Ferrari in testa, le hanno provate davvero tutte per scalzarla dalla sua posizione di dominio, ma senza riuscirci. Tanto che l’ultima speranza per chi sogna un Mondiale a quattro ruote più combattuto sembra risiedere in un eventuale passo falso dei campioni del mondo in carica.

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Una popolazione lucida e calcolatrice come quella tedesca non è certo incline a cullarsi sugli allori o farsi prendere dai facili entusiasmi: al contrario, ha sempre continuato a lavorare, a migliorarsi, ad imparare dai propri errori, ed è stato proprio questo perfezionismo a consentire loro di mantenere il vantaggio acquisito sulla concorrenza. Ma ora, dopo sei stagioni di supremazia, forse inizia ad emergere la prima crepa in quella che fino ad ora era parsa un’autentica corazzata invincibile e inaffondabile. Non ancora un segnale d’allarme, certo, ma potrebbe diventarlo presto in futuro.

Mercedes chiude i cordoni della borsa

La prima svolta interna alla Stella a tre punte è avvenuta proprio nel corso di questa stagione, quando il vecchio e glorioso presidente, il baffone Dieter Zetsche, è andato in pensione, lasciando il posto al suo successore Ola Källenius. Ma il passaggio di consegne avrebbe portato con sé anche un effetto collaterale decisamente più sgradito: la conseguenza, infatti, sarebbe stata una riduzione del budget a disposizione del team di Formula 1. Questa notizia è rimasta rigorosamente segreta, ed ancora oggi è trapelata sotto forma di indiscrezione, pubblicata sulle colonne della Gazzetta dello Sport.

Meno soldi a disposizione dei tecnici anglo-tedeschi, dunque, che si potrebbero tradurre in un bel grattacapo. Già, perché in questo campionato, per la prima volta, la Mercedes è stata scavalcata in campo motoristico dalla Ferrari, che è riuscita a costruire un propulsore più potente, come hanno dimostrato i recenti Gran Premi del Belgio e d’Italia. Uno smacco che, dalle parti di Stoccarda, non va proprio giù. Non è solo questione di orgoglio, benché Källenius, ex boss della divisione sportiva Amg, al lustro dei suoi motori ci tenga particolarmente. È anche un fatto di risultati: nel 2019 ci ha pensato l’eccellente telaio progettato a Brackley a salvare la situazione, ma se la Rossa dovesse rimediare al suo deficit di carico aerodinamico, allora la storia potrebbe cambiare.

Ne risente lo sviluppo dei motori

Il problema è che, con il taglio degli investimenti, recuperare i cavalli perduti potrebbe rivelarsi molto complicato. Ne sa qualcosa l’invidiatissimo responsabile dei motoristi della Freccia d’argento, Andy Cowell, a capo di oltre seicento ingegneri a Brixworth, che ha recentemente partorito la terza e ultima evoluzione del 2019, portata al debutto a Spa, ma che non sembra aver realizzato quel passo in avanti tecnico che si attendeva. E siccome proprio quella sarà la base su cui si costruirà la power unit del 2020, è inevitabile che i dubbi crescano.

O dalla Casa madre in Germania dovranno tornare a mettere mano al portafoglio, dunque, oppure si cercheranno metodi alternativi per mettere i bastoni tra le ruote all’avversaria Ferrari. Magari con i ricorsi contro la (molto presunta) irregolarità del propulsore di Maranello, che proprio la Mercedes sta promuovendo dietro le quinte, in un’inedita alleanza con la Red Bull e la Honda. Per combattere per un Mondiale di Formula 1 servono anche queste armi.

Fabrizio Corgnati