Valentino Rossi si prepara a una “pista dura”. Copiando da Quartararo?

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Valentino Rossi sulla Yamaha nel Gran Premio di San Marino 2019 di MotoGP a Misano Adriatico (Foto Bonora Agency per TuttoMotoriWeb.com)
Valentino Rossi sulla Yamaha nel Gran Premio di San Marino 2019 di MotoGP a Misano Adriatico (Foto Bonora Agency per TuttoMotoriWeb.com)

MotoGP | Valentino Rossi si prepara a una “pista dura”. Copiando da Quartararo?

Anche in casa, a Misano Adriatico, è arrivata la quarta posizione, per la terza volta consecutiva. Il podio, invece, a Valentino Rossi manca da dieci Gran Premi di fila. Una striscia negativa molto lunga, ma che il Dottore ha veramente poche possibilità di interrompere in Aragona, visto il suo scarso palmares su questa pista. Il Motorland è infatti uno dei pochissimi circuiti dell’attuale calendario della MotoGP in cui il fenomeno di Tavullia non ha mai vinto: il suo bottino recita solamente tre terzi posti, l’ultimo dei quali risale addirittura al 2016.

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Alla vigilia del weekend spagnolo, Valentino Rossi è perfettamente consapevole della sfida che lo aspetta: “Per noi, storicamente, è una pista difficile. Qui abbiamo sempre fatto fatica”, racconta lui. Ma i passi in avanti compiuti nelle ultime apparizioni lo fanno comunque ben sperare: “Stavolta ci arriviamo dopo alcune belle gare”, prosegue lui. “Speriamo di essere più competitivi che in passato, anche se di sicuro dovremo lavorare sodo in questo Gran Premio”.

Cosa può imparare Valentino Rossi da Quartararo

Già, lavorare. L’aspetto sul quale il nove volte iridato si è concentrato di più in questi ultimi appuntamenti del Motomondiale è stato proprio lo sviluppo tecnico della sua Yamaha. “Abbiamo visto al Gran Premio di San Marino su cosa dobbiamo lavorare e su questo ci concentreremo anche in questo weekend”, sottolinea infatti Rossi ancora oggi. Alla ricerca di più aderenza in accelerazione, Vale ha voluto portare subito al debutto i nuovi pezzi sfornati dagli ingegneri di Iwata (il forcellone in carbonio e lo scarico doppio) e si è concentrato su un lavoro di fino della messa a punta della sua M1.

Assumendosi inconsciamente il rischio, però, di incastrarsi in questo certosino perfezionismo ai box, che pure in passato era uno dei suoi principali punti di forza, e di perdere di vista la gara. Insomma, l’approccio diametralmente opposto a quello del suo compagno di squadra Maverick Vinales e soprattutto del debuttante del team satellite Fabio Quartararo, che invece limitano al minimo la ricerca degli assetti e privilegiano l’adattamento del loro stile di guida ad una moto anche imperfetta.

E proprio questo approccio si sta rivelando il più redditizio, visto che dopo il rientro dalle ferie Vinales e Quartararo hanno già portato a casa due podi a testa. Forse è proprio questa la soluzione di cui Valentino Rossi ha bisogno per ritrovare la sua strada: sforzarsi a guidare sopra i problemi, come si dice in gergo. Perché anche un Dottore può imparare una lezione da un baby esordiente. Perché no?

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Fabrizio Corgnati