Chernobyl, radiazioni altissime: la situazione è allarmante

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Chernobyl
Chernobyl (Getty Images)

Tramite uno studio condotto con l’utilizzo di droni, alcuni studiosi hanno rilevato che presso la centrale nucleare di Chernobyl i livelli di radiazioni sono ancora altissimi.

Sono trascorsi ben 33 anni dal più grande disastro nucleare della storia, eppure a Chernobyl i livelli di radiazioni sarebbero ancora elevatissimi. A dimostrarlo un gruppo di studiosi che tramite l’utilizzo di droni ha sorvolato la zona, rilevando valori di gran lunga oltre la norma.

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Chernobyl: i livelli delle radiazioni sono ancora elevatissimi

A condurre lo studio che ha fornito dei risultati allarmanti, è stato un gruppo di ricercatori dell’Università di Bristol: gli studiosi, riporta Tecnoandroid, avevano avviato un progetto che prevedeva lo studio dell’area attorno alla centrale nucleare esplosa nel 1986, grazie all’utilizzo di droni dotati di spettrometri a raggi gamma e con l’aiuto di un Lidar. Quest’ultimo altro non è che una tecnica per rilevare e scoprire informazioni sulla distanza di un oggetto o una superficie grazie all’ausilio di laser. Lo scopo della ricerca era quello di monitorare, infatti, la sussistenza ed il quantitativo di radiazioni presenti. A seguito di 50 perlustrazioni effettuate in 10 giorni, riporta Tecnoandroid, ed una copertura di 15 chilometri di diametro, gli scienziati hanno constatato che non vi sarebbe alcuna forma di vita e che nonostante gli oltre 30 anni trascorsi dal disastro, nei pressi di Chernobyl vi sarebbe una concentrazione di radiazioni mai vista in nessun altro punto del pianeta. La zona perlustrata partiva dalla città di Buariakivka, riporta Tecnoandroid, ed arrivava fino alla cosiddetta foresta rossa, denominato in questo modo a causa della mutazione delle piante in seguito all’esplosione.

Sono dati, quelli consegnati dagli studiosi dell’Università di Bristol, che lasciano ben intendere una drammatica realtà: il processo di smaltimento delle radiazioni sarà lunghissimo e con molta probabilità l’area non sarà mai del tutto bonificata. La scomparsa di ogni specie vivente nella zona è la riprova del fatto che l’esplosione nucleare avvenuta il 26 aprile 1986 a Chernobyl, resterà una delle più grandi ferite del Vecchio Continente. Un disastro ambientale che ha causato innumerevoli morti ed ancora oggi continua a dispiegare i suoi nefasti effetti.

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