Blitz contro gli ultrà della Juventus: tra gli indagati anche il padre di un ex giocatore bianconero

Tifosi Juventus
Tifosi Juventus (Getty Images)

Tra gli indagati nell’inchiesta Last Banner, l’operazione che ha portato agli arresti di alcuni ultrà della Juventus, ci sarebbe anche il padre dell’ex giocatore bianconero Alessio Ferramosca, deceduto nel 2006 annegando nel laghetto di Vinovo.

Nei giorni scorsi la Polizia ha eseguito un’operazione, coordinata dalla Procura di Torino, arrestando diversi capi ultrà della curva della Juventus. Oltre alle misure cautelari emesse dal gip con accuse a vario titolo di associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata, sul registro degli indagati sono state iscritte una quarantina di persone. Tra queste ci sarebbe anche Lucio Ferramosca, padre di Alessio, il giovane giocatore bianconero annegato nel laghetto di Vinovo (Torino) nel dicembre 2006 insieme al compagno di squadra Riccardo Neri.

Blitz contro gli ultrà della Juventus: tra gli indagati anche il padre dell’ex giocatore Alessio Ferramosca

Emergono nuovi dettagli sull’operazione Last Banner, l’inchiesta in seguito alla quale sono stati arrestati diversi vertici del tifo organizzato della Juventus. Nei giorni scorsi a seguito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino sono scattati diversi arresti per i capi ultrà dei gruppi storici del tifo bianconero tra cui ‘Drughi’,‘Tradizione-Antichi valori’, ‘Viking‘, ‘Nucleo 1985‘ e ‘Quelli… di via Filadelfia‘. Le accuse formulate dalla Procura sarebbero di associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata ed oltre ai soggetti per cui è stata emessa un’ordinanza di misura cautelare, sul registro degli indagati sono stati iscritte 37 persone. Tra quest’ultime ci sarebbe, come riporta la redazione de La Gazzetta dello Sport, anche Lucio Ferramosca, il padre di Alessio, il giovane calciatore del vivaio bianconero tristemente deceduto nel dicembre del 2006 annegando nel laghetto di Vinovo insieme al compagno di squadra Riccardo Neri. Ad Alessio e Riccardo sono stati intitolati il campo in cui giocano la Primavera bianconera e le J Women. Lucio Ferramosca, secondo quanto emerso dalle indagini, era molto vicino al capo dei Drughi, Geraldo Mocciola, detto Dino, finito in manette ed attualmente detenuto nel carcere di Ivrea. Nello specifico tra le chiamate intercettate dalla Digos ci sarebbe una conversazione tra Ferramosca e Domenico Scarano, uno dei sodali di Mocciola, durante la quale quest’ultimo si lamenta con il padre dell’ex giocatore deceduto poiché la Juventus concedeva soltanto 50 biglietti al gruppo per la partita con l’Ajax, valida per i quarti di finale di Champions League dello scorso anno. Intanto Mocciola nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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