Il team Yamaha MotoGP all'inizio della stagione 2019: Lin Jarvis, Maverick Vinales, Kouichi Tsuji, Valentino Rossi e Maio Meregalli (Foto Yamaha)
Il team Yamaha MotoGP all’inizio della stagione 2019: Lin Jarvis, Maverick Vinales, Kouichi Tsuji, Valentino Rossi e Maio Meregalli (Foto Yamaha)

MotoGP | Rivoluzione in Yamaha: si dimette il boss della squadra di MotoGP

C’è la rivoluzione tecnica, che la Yamaha sta portando avanti a suon di nuove soluzioni: dallo scarico a doppia uscita al forcellone in carbonio, passando per la copertura del disco freno anteriore e per i miglioramenti elettronici; tutti aggiornamenti che stanno contribuendo alla crescita prestazionale della M1 a cui stiamo assistendo in questi ultimi Gran Premi. E poi c’è un’altra rivoluzione, almeno altrettanto importante, che sta avvenendo contestualmente a Iwata: quella umana.

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È iniziata già nell’inverno scorso, quando a seguito della deludente stagione 2018 i vertici della Casa dei Diapason si sono resi conto della necessità di far saltare qualche testa ai piani alti. La più importante è stata quella del leader del progetto, Kouji Tsuya, costretto a scusarsi pubblicamente con i suoi piloti Maverick Vinales e Valentino Rossi e poi licenziato e sostituito con Takahiro Sumi dall’inizio di questo campionato. Ma l’ingegnere nipponico non è stato certo l’unico capro espiatorio della crisi Yamaha.

Lascia il presidente Yamaha MotoGP Tsuji

Un altro personaggio di rilievo ancora maggiore ha lasciato infatti il suo ruolo proprio negli ultimi giorni: si tratta di Kouichi Tsuji, fino ad oggi presidente del reparto corse del marchio giapponese. Il nome del suo rimpiazzo non è ancora stato reso noto ufficialmente, anche se il sito specializzato internazionale Motorsport ipotizza che si tratterà dell’attuale direttore generale Hiroshi Ito.

Prosegue dunque il lungo e radicale processo di ristrutturazione del team in blu, elogiato dagli stessi piloti, Valentino Rossi in testa, secondo cui i primi benefici di questa nuova organizzazione si iniziano a vedere già concretamente in pista. “Nelle ultime settimane abbiamo provato più novità interessanti che nei tre anni precedenti”, ha affermato il Dottore. “La comunicazione è migliorata, rispetto all’anno scorso: oggi posso parlare direttamente con Sumi e dirgli che ne penso, se un pezzo va bene o meno”, gli ha fatto eco il suo compagno di squadra Vinales. “Le cose stanno cambiando, ma mancano dei piccoli dettagli e bisogna evolversi rapidamente”. Come dimostra la mossa di oggi, in effetti l’evoluzione della Yamaha non è ancora terminata.