Leclerc accusato di essere raccomandato. Ecco la difesa del manager

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F1 | Leclerc accusato di essere un raccomandato. Ecco la difesa del manager

Celebrato globalmente per essere la nuova star del Circus, Charles Leclerc non poteva non entrare nel mirino dei detrattori. A non andare giù a chi non apprezza particolarmente le doti del monegasco, la sua promozione in corso d’opera a guida numero uno della Ferrari, e il conseguente declassamento di Sebastian Vettel, chiamato nel 2015 nel team con l’obiettivo di riportare l’iride a Maranello. Un’impresa non riuscita neppure al blasonato Fernando Alonso dopo cinque anni di tentativi.

Sotto la lente d’ingrandimento sarebbe quindi finita la presunta opera di dissuasione politica da parte di Nicolas Todt, manager personale del 21enne, che, secondo alcuni, avrebbe invitato il Cavallino a puntare sul suo pilota e ad abbandonare il tedesco. Una manovra di raccomandazione, quella del procuratore francese, serpeggiata sottotraccia e andata poi a buon fine essendo lui il figlio del Presidente della FIA.

Non sto cercando di creare problemi“, ha subito precisato rimandando le accuse al mittente il 41enne a Motorsport-Magazin.com. “Certo, dovesse emergere qualcosa di cui discutere io proverei sempre di dare una mano al mio driver. Insomma, ci tengo che sia nella posizione migliore“.

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Punto nel vivo dell’avere un padre potente, Todt Jr. si è quindi sbrigato a minimizzare la propria influenza all’interno della griglia di partenza del Circus.

Io gestisco soltanto 2 dei corridori presenti in uno schieramento composto da 20 (ndr. anche Daniil Kvyat), di conseguenza non è molto“, ha insistito. “Se parlo ad una squadra di un pilota è perché credo nelle sue capacità e non per via di mio padre, che tra l’altro non penso neppure che sappia di chi mi occupo. Charles è in Ferrari per quanto è in grado di fare in pista, che ritengo sia innegabile“.

Chiara Rainis