Sebastian Vettel sulla Ferrari esce dai box di Monza durante il Gran Premio d'Italia 2019 di F1 (Foto Ferrari)
Sebastian Vettel sulla Ferrari esce dai box di Monza durante il Gran Premio d’Italia 2019 di F1 (Foto Ferrari)

F1 | “Il motore Ferrari è illegale?” La Red Bull sospetta e denuncia alla Fia

Qual è il misterioso segreto che nasconde il motore della Ferrari? Qualcosa ci dev’essere davvero, stando a quanto abbiamo visto in occasione delle ultime due vittorie del Cavallino rampante nei Gran Premi del Belgio e d’Italia. Merito della guida impeccabile di Charles Leclerc, certo, ma anche di una netta superiorità di potenza della Rossa sui lunghi rettilinei di questi superveloci circuiti.

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Se fino a qualche mese fa le analisi parlavano di 40 cavalli in più che il propulsore di Maranello era in grado di sviluppare rispetto alla concorrenza, ora, con il debutto della terza e ultima evoluzione, questo margine sarebbe cresciuto addirittura a 55. Una differenza notevole, tanto da preoccupare i diretti avversari: “Ad oggi, la Renault, la Honda e noi siamo tutti più o meno allo stesso livello”, ha ammesso il team principal della Mercedes, Toto Wolff. “Solo la Ferrari è superiore, e in modo piuttosto evidente”. A Monza, in particolare, questo vantaggio in termini di cavalleria si traduceva in ben nove decimi al giro guadagnati solo sul dritto, tanto che Lewis Hamilton non è stato in grado di superare Charles Leclerc pur usufruendo del vantaggio della scia e dell’ala posteriore mobile.

Tre ipotesi (irregolari) sul motore Ferrari

Insomma, la Ferrari sembra aver trovato la chiave occulta per sprigionare una bella dose di potenza extra dal suo motore, da utilizzare in qualifica, in partenza e nelle fasi cruciali della gara. Già, ma come? È proprio su questo punto che nel paddock aleggia il mistero, tanto che tra gli addetti ai lavori sono iniziate a circolare diverse teorie, raccolte e pubblicate dalla rivista specializzata tedesca Auto Motor und Sport. La prima ipotizza che la SF90 utilizzi più kilowatt di quelli consentiti dal regolamento (160 invece di 120) dalle batterie. La seconda che il propulsore sia in grado di immagazzinare più carburante tra i sensori obbligatori, approfittando di un giro più lento, e poi iniettarlo in alcuni specifici momenti. La terza che bruci parte dell’olio utilizzato per raffreddare il collettore dell’aria.

Tutte teorie interessanti, naturalmente tutte da dimostrare, ma che hanno un dettaglio in comune: se fossero vere, infrangerebbero tutte e tre il regolamento. Come a dire che, per tentare di spiegare il suo vantaggio, i diretti rivali si sono convinti che la squadra italiana abbia per forza adottato una soluzione illegale. I maggiori sospetti sembrano provenire dalla Red Bull, il cui team principal Christian Horner ha dichiarato esplicitamente: “Abbiamo inviato alcune domande alla Federazione internazionale dell’automobile, ma senza ricevere risposte”. Il mistero, dunque, rimane. E un anonimo membro di un team avversario della Ferrari chiosa ai microfoni di Auto Motor und Sport: “Devono aver studiato qualcosa di molto intelligente. Se si rivelasse regolare, allora l’unica cosa che potremmo fare sarebbe toglierci il cappello”.