Andrea Dovizioso sulla Ducati nel Gran Premio di San Marino 2019 di MotoGP a Misano Adriatico (Foto Bonora Agency per TuttoMotoriWeb.com)
Andrea Dovizioso sulla Ducati nel Gran Premio di San Marino 2019 di MotoGP a Misano Adriatico (Foto Bonora Agency per TuttoMotoriWeb.com)

MotoGP | In Ducati ora è crisi vera: Andrea Dovizioso lancia già l’allarme per il 2020

Il Mondiale MotoGP ormai è andato. Se già prima del Gran Premio di San Marino immaginare una rimonta iridata di Andrea Dovizioso ai danni di Marc Marquez era roba da folli, o quantomeno da incorreggibili sognatori, adesso anche l’ultima delle speranze residue è definitivamente volata via. Insieme al leader del Motomondiale, che ora può contare su un tesoretto di ben 93 punti di vantaggio: guarda caso, tanti quanti il suo numero di gara, e anche questo pare un crudele scherzo del destino.

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Aspettarsi una buona gara della Ducati a Misano Adriatico non era illegittimo: e non soltanto per il fattore campo, ma anche perché lo scorso anno in Riviera romagnola aveva trionfato proprio il padrone di casa Desmodovi. Stavolta, invece, è stato letteralmente un disastro: come già avevano lasciato intendere i test della settimana precedente, la Desmosedici è andata in crisi per via della mancanza di aderenza dell’asfalto e si è dunque rivelata lentissima in percorrenza di curva.

Gambero rosso Ducati

I piloti hanno provato a metterci una pezza: Danilo Petrucci ha fallito clamorosamente chiudendo solo decimo, ma anche Dovizioso non è andato oltre la sesta posizione a venti secondi di ritardo dal vincitore. “Credo di avere portato a casa il massimo risultato possibile”, ha dichiarato sconsolato il forlivese dopo la bandiera a scacchi. E c’è davvero da credere che questa non sia una scusa, ma la pura verità.

L’aspetto che emerge in modo più preoccupante è l’apparente involuzione della Rossa: se negli ultimi anni aveva lavorato sodo per rendere la sua moto più versatile su tutti i tipi di circuito, ora sembra invece tornata velocissima sulle piste amiche, ma troppo lenta per poter competere in quelle sfavorevoli. Un’altalena di prestazioni che una squadra che intende competere per il campionato del mondo non può davvero permettersi.

In realtà questo passo indietro, appunto, è solo apparente. Non è stata la Ducati ad arretrare, bensì gli avversari a migliorarsi. La Suzuki con Alex Rins è in grado di inserirsi, sebbene ancora senza costanza, nella lotta per le prime posizioni e ormai soprattutto la Yamaha, almeno con il debuttante delle meraviglie Fabio Quartararo, si è ripresa quel ruolo di seconda forza che storicamente le spettava di diritto.

Dovizioso ha poche speranze

La scuderia di Borgo Panigale, così, invece di inseguire la Honda ora deve preoccuparsi di guardarsi le spalle: perfino dalla Ktm, che a Misano le ha conteso le posizioni di rincalzo. Il Mondiale è sfumato, come si diceva, e a Bologna non resta che concentrarsi sulla prossima stagione. Ma anche quando si parla del futuro dal box rosso non trapela ottimismo: “Non avrei problemi a provare materiale per la nuova moto nelle ultime gare”, ha spiegato Dovizioso domenica dopo la gara, “ma non è facile avere dei pezzi migliorativi. La Ducati sta lavorando sodo, sta facendo un grande sforzo per migliorare la moto, ma non è così semplice, perché le altre Case sono cresciute tanto”.

Il rischio, evocato nemmeno troppo alla lontana, insomma, è che anche nel campionato a venire la musica non cambi. Sentire questa rassegnazione nelle parole del capitano ducatista non lascia davvero molto da sperare. L’allarme rosso per il 2020 è già lanciato.

Fabrizio Corgnati