Valentino Rossi in pista sulla sua Yamaha nel Gran Premio di San Marino 2019 di MotoGP a Misano Adriatico (Foto Bonora Agency per TuttoMotoriWeb.com)
Valentino Rossi in pista sulla sua Yamaha nel Gran Premio di San Marino 2019 di MotoGP a Misano Adriatico (Foto Bonora Agency per TuttoMotoriWeb.com)

MotoGP | L’analisi di Valentino Rossi: “Perché sono più lento delle altre Yamaha”

Anche in casa, al Gran Premio di San Marino, Valentino Rossi ha portato a casa il quarto posto. Per la terza volta consecutiva il Dottore è ai piedi del podio: un risultato non certo da buttar via, ma comunque peggiore di quello ottenuto dai suoi compagni di marca Maverick Vinales, che si è piazzato sul terzo gradino, e Fabio Quartararo, che ha addirittura lottato per la vittoria fino all’ultimo giro.

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Anche in un fine settimana in cui la Yamaha si è dimostrata particolarmente competitiva, dunque, Rossi non è sembrato mai avere il passo per potersi inserire nella top 3, finendo per accusare ben undici secondi di ritardo dalla vetta. Il motivo di questo suo distacco sembra essere sempre lo stesso: “In questa stagione ci manca aderenza al posteriore, in particolare rispetto a Quartararo e un po’ anche rispetto a Maverick”, ha ammesso lo stesso fenomeno di Tavullia. “Loro accelerano meglio, riescono ad aprire il gas con più grip ed escono meglio dalle curve”.

Valentino Rossi in cerca di soluzioni

Un limite che tormenta Rossi fin dall’inizio di questo campionato 2019 di MotoGP e al quale già da tempo va in cerca di una soluzione: “Dopo la pausa estiva abbiamo modificato il bilanciamento della moto i miglioramenti rispetto alla prima metà della stagione si sono visti”, racconta il numero 46. “Ma non basta, perché se in ingresso di curva vado abbastanza bene, in accelerazione perdo troppo. Dobbiamo trovare la soluzione per crescere anche in quell’area”.

Questo problema, oltretutto, Valentino Rossi sembra condividerlo con il suo allievo Franco Morbidelli, che a Misano Adriatico è arrivato quinto ad appena un decimo da lui. Forse perché loro due sono i due piloti Yamaha più alti e quindi anche più pesanti? “Forse sì, forse no, non saprei”, resta sul vago il nove volte iridato. “La cosa chiara è che dobbiamo continuare a lavorare. E non solo sull’elettronica, ma anche sull’aderenza meccanica”.

In questo senso un passo in avanti è arrivato con l’esordio del nuovo forcellone in carbonio: “Le novità mi piacciono, ma non fanno un’enorme differenza”, conclude il pesarese. “La cosa positiva è che tutte le M1 sono andate bene qui a Misano, mentre le altre moto hanno avuto più problemi”. Segnali di crescita da parte della Casa dei Diapason, che non possono che far ben sperare Valentino Rossi.