Michael Schumacher ai tempi della Ferrari (Foto Ferrari)
Michael Schumacher ai tempi della Ferrari (Foto Ferrari)

F1 | Come sta (davvero) Michael Schumacher? L’opinione del famoso medico

La notizia del ricovero di Michael Schumacher all’ospedale di Parigi, la scorsa settimana, ha scosso il mondo della Formula 1. Quella della sua terapia sperimentale a base di cellule staminali, che potrebbe (il condizionale è d’obbligo) curare almeno parzialmente i gravi danni al cervello subiti per via dell’incidente sugli sci ormai quasi sei anni fa, ha messo in moto ancora di più la curiosità dei milioni di tifosi che ancora vanta in tutto il mondo.

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Non è una sorpresa, visto che la famiglia di Schumi, che ha comprensibilmente scelto di mantenere una privacy maniacale e uno strettissimo riserbo attorno allo sfortunato campione, lascia filtrare con il contagocce gli aggiornamenti ufficiali sulle sue condizioni di salute. Ma che cosa ci dice realmente questo inaspettato sviluppo? Che novità possono aspettarsi i tanti appassionati che sommergono tuttora di affetto sincero il sette volte iridato?

Più dubbi che certezze sulle condizioni di Schumacher

La risposta a questa domanda è: ben poche. Questo, almeno, è il parere di uno dei più famosi neurochirurghi del mondo, Juhana Frösen, dell’ospedale universitario di Tampere, in Finlandia, che si è affrettata a gettare acqua sul fuoco dei facili entusiasmi. “Per ora, i trattamenti con le cellule staminali sono puramente sperimentali”, ha chiarito il dottore ai microfoni del quotidiano finlandese Ilta Sanomat. “Perciò, senza conoscere i dettagli, non possiamo trarre alcuna conclusione. L’unica cosa che ci dice il suo trasferimento a Parigi è che la sua famiglia sta compiendo ogni sforzo possibile per aiutare la sua guarigione”.

Nei giorni scorsi, addirittura, l’esperto di cellule staminali Michel Puceat si era sbilanciato dicendo di ritenere più probabile che le cure a cui è stato sottoposto l’ex pilota 50enne riguardassero il cuore, non il cervello. Gli elementi di certezza, dunque, sono davvero pochi; la confusione è molta e di miglioramenti clinici in vista non sembra esserci una grande possibilità.

Nemmeno la voce filtrata da un anonimo membro dello staff dell’ospedale di Parigi, secondo cui Schumacher sarebbe “cosciente”, dà ottimismo al professor Frösen: “Questo non ci dice molto sulle capacità di funzionamento di una persona. Potrebbe darsi che possa spostarsi e compiere la sua routine quotidiana. Ma potrebbe anche darsi che sia bloccato a letto e dipenda dalla cura di altre persone. Essere cosciente potrebbe indicare solo che una persona possa aprire e chiudere gli occhi a richiesta di un altro. A che punto di questo spettro si trova Schumacher è assolutamente impossibile da dire, basandoci sulle informazioni a nostra disposizione”. Non ci resta che aspettare, dunque, e sperare per il meglio.