Il premier Giuseppe Conte (Getty Images)

A poco più di una settimana di distanza dal giuramento del nuovo Governo giallorosso, stando ai sondaggi, sembrerebbe che gli indici di gradimento degli elettori nei confronti dei partiti protagonisti di questo Governo si siano consolidati.

Dopo la crisi di governo avvenuta nel mese di agosto e la nascita di una nuova coalizione tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, di rilevante importanza risultano i sondaggi che mostrano gli indici di gradimento degli elettori nei confronti dei partiti. L’Agi ha pubblicato dei dati che non solo confermano l’inversione di rotta del consenso popolare, ma che soprattutto sembrerebbero confermare le tendenze già viste dopo la travagliata pausa estiva.

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Governo Conte bis: i sondaggi non assegnano titoli di vincitori e vinti

A una settimana dal giuramento del Governo giallorosso si sarebbero, riporta l’agenzia di stampa Agi, consolidate le tendenze antecedenti alla fiducia: un calo della Lega, una netta risalita del Movimento 5 Stelle, il sorpasso di Fratelli d’Italia su Forza Italia. Nello specifico, per quanto riguarda il consenso degli elettori ai partiti, la Supermedia attualmente elaborata, conferma innanzitutto il calo del partito di Matteo Salvini (32,2%) che durante la crisi estiva ha perso circa 4 punti e mezzo rispetto alle elezioni; la risalita di Luigi Di Maio, leader del M5S (21,0%) che in poco più di un mese è cresciuto di oltre 3 punti ed è ora tornato a tallonare il Partito Democratico (22,5%). Interessante dato, riporta l’Agi, è anche il sorpasso di Fratelli d’Italia (7,3%) ai danni di Forza Italia (6,5%). Più Europa (3%), Sinistra (2,5%) e Verdi (1,8%) restano in coda. Ad inserirsi nelle nuove proiezioni il neonato partito “Cambiamo” fondato da Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, appena uscito dalle fila di Forza Italia: valori per lui ancora molto bassi (1.6%), ma di certo significativi. Un così basso indice di gradimento, però, potrebbe essere dettato, riporta l’Agi, verosimilmente dal fatto che molti elettori non conoscono il partito o addirittura il suo fondatore. Attualmente, altri 3 deputati oltre Toti hanno abbandonato Forza Italia, tanto che adesso Cambiamo ha una rappresentanza parlamentare. Quello di Toti potrebbe rappresentare uno dei primi rimescolamenti della nuova offerta politica che probabilmente avranno luogo a seguito della modifica dei numeri di maggioranza al governo. Cambiamenti di questa sorta (insieme a delle elezioni, ad esempio come un esito diverso dalle proiezioni) stando all’opinione espressa dall’Agi, sarebbero i tipici avvenimenti in seguito ai quali l’opinione pubblica e le preferenze degli elettori si mettono in moto, cambiando i rapporti di forza.

Stando ai dati riportati dall’Agi, però, non sarebbe poi così agevole assegnare i titoli di “vincitori e di vinti“: in sostanza, rispetto ai consensi registrati alla vigilia delle Europee i numeri della Lega sarebbero sostanzialmente gli stessi, quelli del Pd avrebbero conquistato solo una manciata di punti, ed il M5S avrebbe un gradimento quasi pari se non leggermente peggiorato. A mutare, invece, sarebbe più la percezione dei rapporti fra i partiti e le alleanze ad aver subito una sterzata. Il riavvicinamento tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, secondo l’Agi, è un ottimo esempio: il gradimento degli elettori M5s nei confronti del Pd e viceversa, nel giugno del 2018 era nullo, mentre oggi si aggirerebbe intorno al 20%. Sempre nel giugno 2018 gli elettori di M5s, infatti, erano più vicini alla Lega e viceversa (60-70%).

A cambiare in maniera rilevante, la predisposizione d’animo degli elettori di Lega e Pd nei confronti del Premier Giuseppe Conte. Stando a quanto riportato dall’Agi, nei 30 giorni che vanno dal 29 luglio al 2 settembre di quest’anno i giudizi positivi verso Giuseppe Conte tra gli elettori leghisti sono crollati di 38 punti, mentre hanno fatto un balzo in avanti di 49 punti tra chi vota Pd. La vera problematica riguarderebbe per il Governo Conte bis il grande calo del tasso di fiducia degli elettori rispetto a quelli registrati per l’esecutivo giallo-verde. Secondo i dati riportati dall’Agi e dall’analisi degli stessi, questa differenza risiederebbe in un fattore: la trasversalità. Il governo Lega-M5S veniva percepito come apolitico, fuori da ogni etichetta, invece quello M5S-Pd per il 47% degli elettori è un governo di centrosinistra, quindi una coalizione di governo con un’ideologia ben specifica.

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