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Fabio Quartararo e Marc Marquez (Getty Images)

E’ solamente al primo anno di MotoGP, ma Fabio Quartararo è già un grande protagonista della categoria. Oggi a Misano prestazione da campione per il francese, beffato solamente all’ultimo giro da Marc Marquez.

Il pilota del team Petronas Yamaha può comunque dirsi soddisfatto per questo weekend in Italia. Ormai lui è stabilmente nelle prime posizioni e quasi non sorprende più. Però in generale va detto che è la sorpresa di questo campionato 2019, perché nessuno poteva immaginare un suo debutto del genere in top class.

MotoGP Misano, Quartararo commenta la gara

Quartararo al termine della gara di Misano ha parlato ai microfoni di Sky Sport MotoGP. Queste le sue considerazioni: «Una corsa bella, ho fatto il massimo. Marquez aveva abbastanza più motore di noi. L’ultima volta che ho chiuso secondo ero arrivato a 3″, stavolta a meno di 1″ e la prossima cercherò di stare davanti».

Il pilota francese ha spiegato che il motore Honda di Marquez ha fatto la differenza: «Ho visto che alla curva 4 avevo buon feeling e l’ho risuperato, ma col suo motore dalla 6 alla 8 è passato come un aereo. Per me era difficile riprenderlo. Alla 14 ci ho provato e poi non è stato più possibile».

A Fabio viene chiesto se sia lui l’avversario che può concretamente mettere Marc in difficoltà in futuro. Replica così: «In questa gara sì, ma abbiamo visto che ci sono più piloti forti che possono metterlo in difficoltà. Io predestinato? Dobbiamo pensare che sono solamente un rookie e devo apprendere tante cose ancora. Oggi comunque posso essere contento, visto che ho fatto molti giri davanti a un sette volte campione del mondo senza praticamente sbagliare. Lavoreremo per essere forti anche nel 2020».

Il talento del team Petronas Yamaha spiega che, oltre al motore Honda, anche il fatto di aver salvaguardato le gomme ha aiutato Marquez a batterlo: «Credo che lui abbia salvato molto le gomme. Le ha gestite stando dietro di me durante la gara e all’ultimo giro è riuscito ad avere un maggiore grip di me».