Andrea Dovizioso
Andrea Dovizioso (Getty Images)

Si era già messa malissimo già a Silverstone e dopo Misano le speranze di Andrea Dovizioso per il titolo MotoGP sono ridotte al minimo. Infatti, Marc Marquez si è portato a +93. Lo spagnolo ha vinto, mentre l’italiano è giunto solo sesto oggi.

Già dai test si era capito che Ducati avrebbe potuto soffrire sul circuito intitolato a Marco Simoncelli. E nelle prove libere questa sensazione è stata confermata successivamente. L’unico ducatista a salvare un po’ la barca è stato il Dovi, che forse avrebbe anche potuto chiudere quarto se non fosse rimasto un po’ troppo bloccato dietro alla KTM di Pol Espargarò.

MotoGP Misano, le parole post-gara di Dovizioso

Dovizioso al termine della gara di Misano si è concesso ai microfoni di Sky Sport MotoGP per le sue considerazioni. Ecco come si è espresso oggi: «Ci ho provato fino alla fine. A metà gara dopo aver passato Espargarò pensavo che avrei potuto riprendere Rossi e Morbidelli, peccato per la sesta posizione. Forse potevo fare quarto. Comunque ho portato a casa il massimo, sono contento del lavoro fatto visto che eravamo partiti con un gap enorme e siamo arrivati con un distacco più ridotto. Purtroppo una situazione diversa dall’anno scorso, ma già dai test avevamo capito che buttava male».

Al forlivese viene chiesto dei progressi di Suzuki e KTM, che quest’anno sono più forti che in passato: «Normale che quando parti da più lontano, come loro l’anno scorso, è un po’ più facile migliorare maggiormente degli altri – spiega -. Sta succedendo questo secondo me. Dalla vittoria con gestione dell’anno scorso ci ritroviamo in questa situazione qua. Stanno migliorando un po’ tutti. Anche Marquez, ma ormai lui non lo vediamo più…».

Dovizioso va avanti affermando di essere disponibile a provare nuovi pezzi in chiave 2020 nei prossimi weekend di gara: «Non è mai stato un problema per me. Soprattutto in questa situazione nella quale ci troviamo adesso si può fare. Comunque non è facile avere nuovo materiale e nuove idee particolarmente migliori di quanto abbiamo adesso. Stiamo lavorando forte, però non è scontato e facile progredire. Ora stiamo guardando chi c’è dietro e non chi c’è davanti in classifica, purtroppo».

Gli viene anche domandato delle aspettative per Aragon, appuntamento della prossima settimana: «E’ sempre stata una pista abbastanza difficile per noi, ma l’anno scorso siamo andati particolarmente forte. Ce la siamo giocata fino alla fine. Quest’anno è strano, gli avversari sono migliorati e sono più competitivi. Siamo in tanti ogni volta, ma in ogni gara cambiano le carte. Stavolta le Ducati non c’erano e a Silverstone invece ci saremmo stati…».

Domanda finale riguardante Danilo Petrucci, suo compagno di squadra e amico che è in difficoltà: «Ci devo parlare e capire. Ognuno ha un proprio modo di guidare, lui è abbastanza aggressivo e ha una stazza fisica diversa da me. Quando ci sono weekend nei quali il tuo modo di guidare non funziona, ci vuole la tranquillità e l’apertura mentale nel cercare di adattarsi il più possibile. E’ una cosa molto difficile. Quest’anno comunque ha fatto un passo avanti, infatti è terzo in campionato, ma serve sempre progredire dato che non esiste un limite. Bisogna sempre cercare di migliorare, lui può farlo anche se gli manca ancora qualcosa in certi aspetti».