Gloria Pompili
Gloria Pompili (foto dal web)

Gloria Pompili, venne uccisa quando aveva solo 23 anni perché non voleva più prostituirsi: il Pubblico Ministero nel processo instaurato per la morte della giovane ha chiesto 60 anni di reclusione per i parenti che l’avevano ridotta in schiavitù.

Gloria Pompili, uccisa due anni fa quando aveva solo 23 anni, veniva costretta da alcuni familiari a prostituirsi: quando decise di ribellarsi fu picchiata a morte davanti da alcuni parenti, i quali provarono a far passare il decesso della donna come derivante da un malore. Il Pubblico Ministero incaricato del caso, nel procedimento instaurato per la morte della giovane, ha chiesto 60 anni di pene per tutti i parenti coinvolti.

Gloria Pompili: chiesti dal Pm 60 anni per la sua morte

Gloria Pompili, uccisa nel 2017 quando aveva solo 23 anni, aveva un passato difficile: la giovane, rimasta orfana da bambina, era cresciuta in una casa famiglia e poi si era trasferita a Frosinone. Nel capoluogo di provincia laziale, a soli 18 anni rimase incinta del suo primo compagno, un romeno poi arrestato e dal quale successivamente ebbe anche un altro figlio. Al termine della loro relazione, Gloria iniziò una nuova storia con un uomo egiziano, fratello di chi poi l’avrebbe condotta in schiavitù, costringendola a prostituirsi. La 23enne, infatti, veniva obbligata a vendere il proprio corpo dalla zia Loide Del Prete, cugina 40enne della mamma, e dal compagno 24enne di quest’ultima, Saad Mohammed Elesh Salem. Il fratello maggiore di Elesh Salem, Mohamed, era invece il compagno di Gloria. Ogni giorno, riporta la redazione di Leggo, la ragazza veniva accompagnata sulla strada, mentre i suoi figli, all’epoca dei fatti di tre e cinque anni, rimanevano chiusi nell’attività commerciale di Loide ed Elesh. Da un po’ di tempo prima di essere uccisa, la 23enne aveva iniziato a ribellarsi ai suoi aguzzini, ma in numerosi occasioni veniva minacciata e picchiata abbandonando così i propri propositi di scappare via e di lasciare la strada. La giovane Gloria, infatti, temeva anche e soprattutto per la vita dei suoi due bambini. Una volta, la brutalità dei suoi familiari si era indirizzata anche contro di loro: i due piccoli bimbi erano state messi all’interno di una cassetta di legno legata ad una fune e lasciata penzolare da un balcone.

La giovane Gloria, purtroppo, non è riuscita a sottrarsi alle barbarie dei propri parenti, ma anzi è morta in una piazzola di sosta sulla Monti Lepini. Due familiari avevano dichiarato agli inquirenti che la 23enne era stata vittima di malore, ma le condizioni del corpo tuttavia raccontavano un’altra tragica verità: Gloria Pompili era stata massacrata di botte. Per tali ragioni vennero avviate delle indagini che portarono a processo tre familiari. Come riportato dalla redazione di Leggo, il pm Carlo Lasperanza, davanti alla Corte d’Assise del Tribunale di Latina, ha chiesto un totale di 60 anni di reclusione a carico dei tre imputati. Il magistrato, riporta Leggo, avrebbe dichiarato: “Per loro la cosa importante era che Gloria si prostituisse, mentre lei è morta per difendere i figli“. Sono stati chiesti, nello specifico, 24 anni per Loide Del Prete e per il compagno Saad Mohammed Elesh Salem, accusati di omicidio e sfruttamento della prostituzione, e 12 per il compagno di Gloria, accusato  di maltrattamenti e sfruttamento della prostituzione.

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